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MAMMAMAFIA: UN GIOCO INSEGNA COME LA CRIMINALITÀ CONQUISTA IL TERRITORIO

MAMMAMAFIA: UN GIOCO INSEGNA COME LA CRIMINALITÀ CONQUISTA IL TERRITORIO

Lo ha creato l'Associazione DaSud nell'ambito di #PlayingRights, campagna di sensibilizzazione e lotta alle mafie

E se la piazza diventasse un grande gioco da tavolo? Arriva così a Roma #PlayingRights, la campagna di sensibilizzazione e lotta alle mafie dell’Associazione daSud, rivolta agli studenti delle scuole superiori della Capitale, che sabato 28 febbraio, a partire dalle ore 15, trasformerà Largo Raffaele Pettazzoni in un grande campo da gioco sui diritti, la responsabilità civile e l’antimafia sociale.
L’iniziativa rientra nel percorso avviato dall’associazione per TorpignaLab, il progetto di rigenerazione culturale nato su iniziativa di un collettivo di associazioni del territorio per far riscoprire il quartiere di Tor Pignattara e realizzato con il sostegno dell’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale, nell’ambito della rassegna “Roma d’Inverno. La cultura cambia stagione”.

Mammafia è anche a Torpigna

Da anni impegnata nella creazione di un nuovo immaginario antimafia, attraverso la sperimentazione di più linguaggi espressivi, l’associazione daSud ancora una volta sceglie il gioco per provare a raccontare il radicamento mafioso sul territorio e sensibilizzare i più giovani, favorendo la partecipazione all’elaborazione di buone pratiche antimafia.
Dopo il Trafficante in fiera, gioco realizzato nell’ambito della campagna #Fattidimafia, arriva infatti Mammamafia: adattamento dell’omonimo libro, “Mammamafia. Il welfare lo pagano le mafie” (ed. Terrelibere.org, 2014), il gioco vuole raccontare in stile Monopoli l’economia dei clan tra diritto al lavoro, gestione dei servizi e consenso sociale.
Cinque player, dotati di apposite carte personaggio – il Trafficante, il Colletto Bianco, il Palazzinaro, il Signore delle Slot e l’Imprenditore Sociale – gareggiano per diventare “Mammamafia”. Ciascun personaggio possiede delle “Abilità” e delle “Criticità”: il Trafficante, per esempio, crea welfare (abilità), ma determina spaccio e strade meno sicure (criticità); il Palazzinaro ha tanti soldi ma cementifica a scapito del territorio; il Signore delle Slot riempie vuoti sociali, ma crea dipendenza e ricicla denaro sporco, e così via.
Scopo del gioco è di conquistare il controllo mafioso del territorio tessendo alleanze, conquistando imprese, welfare e servizi, trafficando droghe e accumulando appalti, capitali e relazioni “importanti” lungo il percorso della plancia di gioco, fino a diventare il giocatore che per primo conquista uno dei 4 settori chiave, raffigurati da precise “carte-beni”: Utility (acqua, energia, trasporti, rifiuti), Servizi alla persona (lavoro, casa, sanità, accoglienza e integrazione), Commercio (ristorazione, sale slot, alberghi, locali notturni) e Politica (nomine, finanziamenti ai politici, candidature dirette, appalti truccati).
Ogni settore corrisponde a uno dei quattro lati del gioco e per conquistarne uno bisogna arrivare a possedere le 4 carte-beni che lo compongono. Chi vince diventa “Mammamafia”.

gioco

Il progetto TorPignaLab

TorPignaLab, il progetto collettivo di rigenerazione culturale, guiderà alla scoperta di Tor Pignattara. Fino al 28 febbraio, un ricco programma di appuntamenti ed eventi che dalla fotografia alla street art, passando per il cinema, la musica e l’antimafia sociale, torneranno a rianimare il quartiere e le sue vie.
Nato su iniziativa delle associazioni Musica e altre cose, Bianco e Nero, daSud, Mena, Comitato di Quartiere Tor Pignattara, il progetto è tra quelli vincitori di Roma creativa: l’offerta culturale per i nuovi pubblici, il bando indetto e sostenuto dall’Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione artistica di Roma Capitale nell’ambito della rassegna Roma d’Inverno. La cultura cambia stagione.
Frutto dei diversi percorsi socio-culturali attivati dalle associazioni promotrici sul territorio, TorPignaLab si propone non solo di stimolare riflessioni sulle identità, la memoria e il futuro del territorio, ma anche di favorire la coesione sociale attraverso la cultura come strumento per l’affermazione dei diritti, la prevenzione e il contrasto delle mafie.
Il progetto si configura, inoltre, come un’officina di nuove creatività che mescola insieme più forme artistiche e linguaggi espressivi.

Articolo scritto da: Associazione DaSud

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