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no al carbone si al futuro

NO AL CARBONE: LA CAMPAGNA DEL WWF PER DIRE SI AL FUTURO

NO AL CARBONE: LA CAMPAGNA DEL WWF PER DIRE SI AL FUTURO

No al Carbone Si al Futuro è la campagna con cui il WWF ha dichiarato guerra al carbone. L'obiettivo è la completa sostenibilità energetica del Paese entro il 2050

Dire addio al carbone e sostenere le energie rinnovabili. WWF Italia lancia la campagna No al Carbone Si al Futuro con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e le Istituzioni sui pericolosi impatti che il carbone causa all’ambiente e alla salute.

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Le 11 centrali a carbone oggi in funzione in Italia nel 2015 hanno assicurato, secondo il WWF, solo il 13,2% del consumo interno lordo di energia elettrica. Immagine WWF Italia

Il carbone è infatti la fonte fossile più pericolosa per la salute e l’ambiente. È ormai noto come il carbone sia il combustibile fossile che emette più CO2 per unità di energia bruciata – rispetto a petrolio e gas naturale – ed una serie di elementi tossici che incidono pesantemente sulla salute delle persone e – come ormai dimostrato da numerosi studi – causano svariate patologie: si va dalle affezioni alle vie respiratorie a quelle cardiocircolatorie, dai danni neurologici fino a malattie tumorali.

In Italia il carbone causa 8 morti a settimana e spese sanitarie per quasi 1 miliardo e mezzo di euro. Il carbone inoltre rappresenta la principale fonte di emissioni di gas serra: nel 2014, il 46% della CO2, corrispondente a circa 14,9 miliardi di tonnellate, è stata originata proprio dalla combustione del carbone. Del resto, a parità di energia primaria disponibile, le emissioni di CO2 provenienti dalla combustione del carbone arrivano a essere del 30% superiori a quelle del petrolio e del 70% superiori a quelle del gas naturale.

Attualmente in Italia sono in funzione 11 centrali a carbone, assai diverse per potenza installata e anche per tecnologia impiegata. Questi impianti nel 2015 hanno contribuito a soddisfare il 13,2% del consumo interno lordo di energia elettrica. A fronte di questi dati, tutto sommato abbastanza modesti, gli impianti a carbone hanno prodotto quasi 39 milioni di tonnellate di CO2 corrispondenti a ben oltre il 40% di tutte le emissioni del sistema elettrico nazionale. Inoltre per un paese come l’Italia, sostanzialmente privo di giacimenti, la scelta del carbone risulta maggiormente sbagliata.

 

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Il 27 settembre, a Roma,  il WWF ha portato in piazza mille palloncini neri, l’equivalente di CO2 emessa in unafrazione di secondo da una centrale a carbone come quella di Civitavecchia

LA CAMPAGNA.  No al Carbone Si al Futuro vuole innanzitutto fermare i progetti di nuove centrali a carbone, di cui non c’è alcun bisogno in un sistema elettrico che vede le centrali tradizionali già sovrabbondanti e chiudere le centrali a carbone esistenti, a cominciare dalle più inquinanti per il clima e la salute.

Per raggiungere tali obbiettivi l’associazione ha elaborato 4 azioni differenti: informare, sollecitare, sostenere e dimostrare. La campagna vuole informare e sensibilizzare i cittadini italiani riguardo i pericoli connessi alla produzione di energia da carbone, evidenziando il legame tra cambiamento climatico e combustibili fossili. Vuole sollecitare l’attenzione e l’azione dei decisori politici sulle problematiche delle realtà vicine agli impianti a carbone, coinvolgendo i soggetti locali e nazionali. Sostenere a livello locale gli attori sociali ed economici nelle azioni contro le centrali a carbone. E in ultimo la campagna vuole dimostrare che un’Italia senza carbone è possibile.

 

UN’ITALIA SOSTENIBILE ENTRO IL 2050. L’attuale modello di sprechi e disuguaglianze sul nostro pianeta è insostenibile: le energie non rinnovabili (come il petrolio, il carbone, l’uranio e il gas naturale) sono sempre più scarse e aumenta il costo ambientale della loro estrazione e del loro uso. Il nostro pianeta ha bisogno di una transizione dall’attuale sistema energetico, basato sulla pericolosa dipendenza dai combustibili fossili, a un sistema basato sulle energie rinnovabili.

È necessario quindi un cambiamento drastico, un passaggio deciso verso un sistema efficiente edificato su nuove tecnologie a basse o nulle emissioni di carbonio. Le fonti energetiche rinnovabili devono diventare l’unica fonte di energia e sostituire i combustibili fossili, principale causa del cambiamento climatico.

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Sono 4 le azioni previste dalla campagna, che mira alla totale sostituzione dei combustibili fossili con le energie pulite e rinnovabili. Immagine WWF Italia.

Tuttavia, sostiene il  WWF, le fonti rinnovabili non sarebbero sufficienti  a sostenere il consumo dei paesi occidentali. Perciò dobbiamo, nel contempo, modificare le nostre case, i nostri trasporti, il nostro modo di produrre e consumare, il nostro rapporto con la natura. Solo in questo modo sarà possibile entro il 2050 soddisfare tutte le esigenze mondiali di energia con fonti pulite, rinnovabili ed economiche. In quattro decenni potremmo avere delle economie floride e una società interamente alimentata da energia pulita, a basso costo e rinnovabile, nonché una qualità della vita decisamente migliore – riducendo così in modo drastico le preoccupazioni sulla sicurezza dell’energia, l’inquinamento e i cambiamenti climatici catastrofici. Esistono già molte tecnologie che ci permetterebbero di raggiungere questo obiettivo.

Ma questa è solo una parte del puzzle: anche il piano delle politiche ambientali deve sostenere la rivoluzione e, in egual modo, è fondamentale che le imprese e gli investitori siano sufficientemente informati e preparati a promuovere il cambiamento, invece di aspettare che sia troppo tardi.

 

 

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Andrea Lastella
Andrea Lastella

Laureato in Scienze della Comunicazione, attualmente impegnato nell’Area Comunicazione di Spes – Centro di Servizio per il Volontariato del Lazio

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