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ANDRÀ TUTTO BENE SE… LE PROPOSTE DELLA RETE DEI NUMERI PARI

ANDRÀ TUTTO BENE SE… LE PROPOSTE DELLA RETE DEI NUMERI PARI

Politiche contro la povertà, no all'autonomia differenziata, equità fiscale, investimenti green... E soprattutto partecipazione dal basso, per superare la crisi

Dall’estensione del reddito di cittadinanza a tutti coloro che sono rimasti esclusi dagli ammortizzatori sociali, fino a massicci investimenti green per riconvertire la filiera produttiva ed energetica, passando per un importante rafforzamento della sanità pubblica e la chiusura definitiva della stagione delle proposte di autonomia differenziata e del pareggio di bilancio in Costituzione.

Sono 21 le proposte che la Rete dei Numeri Pari, riprendendo alcuni suoi “cavalli di battaglia”, lancia con la Campagna “Andrà Tutto Bene Se…”,  per indicare alla politica – e a tutti coloro che intendono condividere la visione proposta – la strada da seguire non appena le cose si saranno rimesse in moto.

Le misure contro la povertà

«Ma in realtà ci sono cose che si possono, anzi si dovrebbero, fare subito già adesso», spiega Elisa Sermarini, responsabile della comunicazione della Rete. Per esempio «l’allargamento delle misure di sostegno al reddito a chi non ha la possibilità di accedere ad altre forme di sussidio, una platea che, in un Paese in cui il lavoro nero è molto diffuso, è piuttosto ampia».

 

andra tutto bene seMa anche «la sospensione immediata degli sgomberi e degli sfratti e l’abolizione dell’articolo 5 della legge Renzi-Lupi, che impedisce di prendere la residenza in un luogo che si occupa». Con una serie di conseguenze pratiche che moltiplicano i processi di esclusione di chi, con ogni evidenza, vive in condizioni di forte marginalità sociale: niente medico di base, nessuna possibilità di accedere ai sussidi, chi ha figli non li può mandare a scuola.

Le politiche di austerità e l’autonomia

“Andrà tutto bene se…” contiene ventuno proposte forti che rilanciano, insieme agli orientamenti della Rete dei Numeri Pari – oltre seicento fra associazioni piccole e grandi (Gruppo Abele, Libera), comitati di quartiere, cooperative sociali, centri antiviolenza, biblioteche popolari, altre reti (come la Rete della Conoscenza) – anche la loro praticabilità nell’immediato e nel medio-lungo periodo.

 

andrà tutto bene sePerché, continua Sermarini, «Andrà Tutto Bene Se verrà cancellato il pareggio di bilancio in Costituzione e le politiche di austerità che hanno prodotto un incremento senza precedenti delle diseguaglianze e della povertà e una contrazione della esigibilità di diritti fondamentali». E quindi, tra l’altro, se si renderanno disponibili in modo organico e non una tantum risorse per garantire il diritto alla salute di tutti, assumendo stabilmente personale sanitario e riaprendo ospedali chiusi per mancanza di fondi e di personale. La stessa cosa vale per il Fondo Nazionale per le politiche sociali, oggetto di tagli continui, in modo da garantire un’offerta di servizi sociali di qualità.

Per la Rete dei Numeri Pari le politiche fiscali devono tornare a essere progressive e l’evasione fiscale combattuta in modo più deciso. Ma, soprattutto, è fondamentale che venga ritirata una volta per tutte la proposta di autonomia differenziata che, si legge nel testo della Campagna, «attacca l’unità della Repubblica, nasconde la secessione dei ricchi e provoca una ulteriore privatizzazione dei servizi essenziali».

Un futuro sostenibile

C’è poi un altro piano di grande importanza e urgenza, quello della sostenibilità ambientale ed ecologica, che, in tempi di climate change, è anche un piano di giustizia sociale. Per questo, sottolinea Sermarini, «proponiamo di investire ingenti risorse per mitigare gli effetti del collasso climatico e riconvertire le attività produttive e della filiera energetica in modo che si possa creare occupazione sostenibile nel lungo periodo».

 

E poi “Andrà tutto bene se…” propone la riduzione del consumo di suolo, il riutilizzo a usi sociali e abitativi del patrimonio pubblico dismesso e dei beni confiscati alle mafie, la bonifica dei 58 Siti di Interesse Nazionale: industrie dismesse o in attività, discariche abusive e aree fortemente inquinate, oggetto di incidenti e rilascio di inquinanti. E l’introduzione dei diritti della natura in Costituzione, perché, “Noi siamo la Terra. Ciò che facciamo lei la facciamo a noi stessi”, scrive la Rete dei Numeri Pari.

Insieme ce la faremo se ci mobiliteremo

Che, come rimarca la responsabile della Comunicazione, sta suscitando non solo molto interesse, ma un gran numero di nuove adesioni alla Rete e una diffusione capillare ben al di là di chi ne è già parte. Perché l’obiettivo di questa Campagna è sì, indicare alla politica una linea precisa, ma anche mettere in moto una nuova forma di mobilitazione dal basso che passa, appunto, attraverso la condivisione e il rilancio da parte di ciascuno dei soggetti che fanno parte della Rete o anche solo di coloro che, semplicemente, condividono. Per discuterne insieme, far crescere consapevolezza, produrre massa critica. E trovarsi pronti alla ripartenza.

Se avete correzioni o suggerimenti da proporci, scrivete a comunicazionecsv@csvlazio.org

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Fabrizia Bagozzi
Fabrizia Bagozzi

Fabrizia Bagozzi, giornalista. Classe 1967, pesce d'aprile.

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