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Luca Centola

ROMA. LE FOTO DI LUCA CENTOLA E I CIRCUITI DELLA MENTE

ROMA. LE FOTO DI LUCA CENTOLA E I CIRCUITI DELLA MENTE

La mostra si colloca all'interno del progetto A-Head, che propone l'arte per far emergere le emozioni "nascoste"

Si chiama “Circuiti” la prossima esperienza d’arte del progetto A-HEAD di Angelo Azzurro Onlus: un’entusiasmante mostra fotografica dell’artista materano Luca Centola, che è stata inaugurata ieri a Roma, sostenuta da Frida Giannini, designer di moda in campo internazionale e tra i membri del Consiglio direttivo di Save The Children.

Il progetto A-Head

Attraverso il progetto A-HEAD, e varie iniziative dedicate all’arte contemporanea, Angelo Azzurro Onlus mira a sviluppare un percorso ermeneutico e conoscitivo delle malattie mentali attraverso l’arte, sostenendo in maniera attiva gli artisti che collaborano ai vari laboratori, che da anni l’associazione svolge accanto alle attività di psicoterapia più tradizionali. «Solo attraverso la cultura e l’informazione si vince lo stigma nei confronti della malattia mentale», afferma la dottoressa Stefania Calapai, psichiatra e psicoterapeuta, direttrice del progetto A-HEAD la cui “chiave di volta” è  interpretare la fragilità e la complessità umana per mezzo di varie forme artistiche: la pittura, la scultura, la fotografia, il disegno e ultimamente anche la resina e l’oreficeria.

«L’arte e le attività creative permettono a tutti noi, attraverso l’immaginazione, di lavorare sulle emozioni», spiega la dottoressa Calapai. «È proprio a Carl Gustav Jung che dobbiamo un’opera di recupero del valore dell’immagine e dell’immaginazione». Nella terapia psicologica «le attività creative permettono di lavorare sulle emozioni più dolorose e arrivare nei luoghi sconosciuti alla nostra coscienza», in pratica il mondo dell’inconscio, che in alcuni soggetti è quasi impenetrabile anche a causa del fatto che, molto spesso, è troppo doloroso accedervi. In questa contesto «la prospettiva che l’arte può aprire sulla sfera emotiva è davvero straordinaria», chiosa Calapai.

 

Luca CentolaIn sostanza l’arte rende visibile ciò che visibile non è, le “immagini interne” del soggetto prendono forma e i “tumulti delle emozioni” si esprimono e si materializzano. L’arte permette quindi di superare degli ostacoli altrimenti insormontabili.

«Non si può vivere senza visione. Noi siamo tutti pazienti dell’immaginazione», afferma la psicanalista junghiana Lella Ravasi Bellocchio, per esprimere la forza e il fascino presenti nelle immagini di Luca Centola. L’artista materano “indaga il vuoto, la pausa, il silenzio nell’attesa dell’evento, entrando in risonanza con il luogo, lo fissa in un tempo indefinito di sospensione interiore che si manifesta all’esterno», come spiega il curatore di A-HEAD Piero Gagliardi, che ha creduto nel progetto sin dagli inizi.

Il lavoro di Luca Centola

Luca Centola esamina e restituisce in fotografia lo studio di formule fisiche/matematiche, con l’obiettivo di approfondire la ricerca riguardo a determinate dinamiche sociali e relazionali. «Il risultato sono dei circuiti che, attraverso dei percorsi installativi, generano dei dibattiti critici tra scienza e società”. Leggere i percorsi è il principale obiettivo della sua ricerca. «Sospese in una dimensione tanto magica e nostalgica quanto reale», le immagini fotografiche dell’artista materano incarnano «la convinzione profonda che le potenzialità della fotografia stiano nella capacità visionaria ed ossessiva di chi usa tale mezzo di espressione», afferma Gagliardi.

Le emblematiche opere intitolate Macrocosmo e Microcosmo rappresentano ad esempio un «percorso dall’immensamente piccolo (atomi) attraverso il mondo cellulare fino all’immensamente grande dei corpi celesti». È chiaro il riferimento al metodo scientifico, in cui «un oggetto appare ad ingrandimenti crescenti, ottenuti con l’ausilio di un microscopio elettronico». In particolare nell’installazione Microcosmo «il fruitore può immergersi nell’esplorazione dei dettagli», per poi giungere alla “visione totale” nell’opera Macrocosmo.

L’associazione

L’associazione Angelo Azzurro è stata costituita nel 2009 con lo scopo di sviluppare principalmente progetti individualizzati di assistenza domiciliare, riabilitativa, visite specialistiche psichiatriche per adulti e neuropsichiatriche per bambini, mediante un’equipe multidisciplinare composta da medici specialisti, psichiatri, psicologi, neuropsichiatri infantili, nutrizionisti, operatori della riabilitazione, educatori professionali, infermieri, logoterapeuti e neuro-psicomotricisti. Angelo Azzurro dispone inoltre di un servizio per il DSA, servizio riabilitativo rivolto ai bambini affetti da disturbi specifici di linguaggio e apprendimento, coordinazione motoria.

Oltre a Luca Centola hanno aderito al progetto A-HEAD altri artisti come Tiziano Bellomi, Giovanni Calemma, Barbara Salvucci, Gianfranco Grosso, Luca Guatelli. Lo scopo globale del progetto è quello di aiutare i giovani che hanno attraversato un periodo di difficoltà a reintegrarsi a pieno nella società, attraverso lo sviluppo di nuove capacità lavorative e creative.

«L’arte ci ha aiutato a parlare di malattia mentale in un modo diverso, e ci ha permesso di raggiungere più persone di diversa cultura ed estrazione sociale», afferma la psichiatra Stefania Calapai. L’obiettivo di A-HEAD è raggiungere diverse Regioni italiane ma anche estendersi in altri Paesi, come è già accaduto negli anni passati con interessanti mostre d’arte organizzate in varie città europee, come ad esempio a Londra.

Angelo Azzurro è su Facebook  e su Instagram.

 

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