A LATINA IL TEMPORARY SHOP DEL La.B, LABORATORIO DELLE DONNE VITTIME DI VIOLENZA

Nato da un progetto del Centro Donna Lilith, il laboratorio di pelletteria diventa una realtà permanente per dare autonomia

di Lucia Aversano

Dal 7 dicembre fino al 7 gennaio, nel centro storico di Latina, La.b. il laboratorio sostenuto dal Centro Donna Lilith, installerà un Temporary shop, nel quale saranno messi in vendita prodotti di pelletteria realizzati dalle donne vittime di violenza inserite nei percorsi di indipendenza. Lo shop è situato in  viale Umberto I 27, in pieno centro storico, e oltre ai prodotti di La.B saranno presenti anche altri prodotti provenienti dall’imprenditoria femminile.

Io lavoro per la mia autonomia

Il laboratorio di pelletteria artigianale nasce da I.l.m.a., Io lavoro per la mia autonomia, un progetto finanziato dal Dipartimento delle Pari Opportunità- Presidenza del Consiglio dei Ministri nel 2018, volto all’inclusione e alla re-inclusione socio-lavorativa delle donne vittime di violenza, e fortemente voluto dal Centro Donna Lilith. Obiettivo del progetto era l’attuazione di percorsi di inserimento, rivolti sia alle donne seguite dal centro antiviolenza sia dalle donne ospiti della casa rifugio, impegnate in un iter di uscita dalla violenza.

Il temporary Shop in V. Umberto I 27, a Latina«Siamo da sempre convinte», commenta Francesca Innocenzi, presidente del Centro Donna Lilith, «che un reale percorso di uscita dalla violenza possa avvenire solo ed esclusivamente offrendo alle donne l’opportunità di raggiungere l’autonomia economica». Il progetto prevedeva la possibilità di fare un’esperienza laboratoriale, e per questo «abbiamo raccolto l’idea progettuale delle imprese di Latina, che volevano iniziare a lavorare la pelle di bufala: una sorta di ritorno al territorio e di ricerca di un’economia circolare. Il territorio di Latina e provincia, infatti, possiede numerosi allevamenti di bufala ma la pelle proveniente da questi allevamenti ha poco commercio in Italia e, il più delle volte, viene mandata al macero; questo accade poiché questo tipo di pellame non viene considerato pregiato, per via delle striature sulla sua superficie. Noi invece», sottolinea la Presidente, «abbiamo voluto trovare una similitudine tra i segni che sono presenti sulla pelle di bufala e i segni, interiori ed esteriori, che le nostre donne continuano a portare anche dopo un percorso di uscita dalla violenza.»

La.B: il progetto diventa realtà permanente

Nel settembre del 2019, il percorso laboratoriale sostenuto dal Centro Donna Lilith, prende il via e vede la partecipazione di sei donne, che fino a quel momento non avevano avuto nessun tipo di esperienza pregressa nella lavorazione della pelle.

LABORATORIO DELLE DONNE VITTIME DI VIOLENZA
Il laboratorio si è specializzato nella lavorazione della pelle di bufala

Il percorso di formazione è durato circa un anno e grazie al supporto del Centro e di personale esperto, le partecipanti hanno appreso le tecniche del mestiere. A settembre di quest’anno, da questa esperienza è nato il laboratorio La.B, che oggi è un’associazione fondata dalle sei donne che hanno seguito la formazione, nel quale vengono realizzati accessori in pelle, fatti completamente a mano. «Nonostante il percorso formativo sia ormai concluso» conclude Francesca Innocenzi,  «noi continuiamo a sostenere questo progetto, anche perché il sogno di queste sei donne è quello di diventare presto cooperativa sociale, col fine di attivare processi di inclusione per altre donne.»

Il Centro Donna Lilith, è attivo sul territorio del basso Lazio da circa trentacinque anni (ne avevamo parlato qui), gestisce due centri antiviolenza, a Latina e ad Aprilia, e dal 2003 ha aperto la Casa Rifugio Emily, che ad oggi ha accolto 200 donne e 215 minori, vittime di violenza.

 

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A LATINA IL TEMPORARY SHOP DEL La.B, LABORATORIO DELLE DONNE VITTIME DI VIOLENZA

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