LE DONNE E LE STEM: LA TRANSIZIONE CI CHIEDE DI COLMARE IL GAP

La transizione verso il green e il digitale richiederà competenze stem. Le donne eccellono, ma abbandonano prima di entrare nel mercato del lavoro

di Marco Dolfi

Presso la splendida Sala Marconi del Consiglio Nazionale della Ricerca, si è tenuta il 26 ottobre una conferenza, a cura di Crea Italia Connections, per conto di Confindustria Vicenza, Federmeccanica e il Gruppo Le Pleiadi, dal titolo “Guida Galattica alle STEM- Vicenza Making Future”, incentrata sul tema delle STEM e delle competenze richieste dal mondo del lavoro a fronte della prossima e necessaria transizione verso il green e digitale.

Cosa sono le STEM

Per STEM (acronimo inglese che sta per “Science, Technology, Engineering and Mathematics”) si intende l’insieme delle discipline scientifico-tecnologiche e i relativi corsi di studio. Sin dagli inizi del XXI secolo, negli Stati Uniti si è fatta largo l’idea di costituire un insieme di discipline propedeutiche all’innovazione tecnologica, al benessere e al miglioramento della qualità della vita in generale. Proprio negli USA sono state svolte due importanti ricerche statistiche, volte ad analizzare la preparazione degli studenti americani nelle discipline scientifiche. I test PISA e TIMSS rivelarono un’alta percentuale di studenti impreparati, dando il via ad un progetto volto a migliorare le competenze dei giovani e a facilitarne l’ingresso nelle università e nel mondo del lavoro.

Le donne e le STEM

Nel corso della conferenza è intervenuta l’onorevole Alessia Rotta, presidente dell’ottava Commissione Ambiente e Territorio della Camera dei Deputati, sottolineando come sia fondamentale gestire il processo di transizione verso il green e digitale e liberare tutte le energie necessarie, avvicinando le ragazze alle materie scientifiche.

Le donne e le stem
La conferenza al Consiglio Nazionale della Ricerca

«Con il recovery plan», ha affermato, «avremo più di 100 miliardi per una transizione verso il green e digitale. Tutti devono convogliare le proprie energie al tema della transizione. Gli attori in campo, istituzioni e imprese, si parlino e collaborino tra di loro. Sarà necessario costruire un rapporto diverso anche con i cittadini, che non devono sentirsi soli nel processo. La transizione deve essere giusta anche e soprattutto in senso sociale

In particolare, dallo studio compiuto dall’Osservatorio Talents Venture insieme al progetto STEAMiamoci di Assolombarda, emerge come il 55% sia la quota di donne iscritte al nostro sistema universitario. Nel mondo delle STEM, invece, la percentuale si riduce drasticamente (37%). Inoltre, su 100 ragazze iscritte all’università, 82 frequentano corsi di laurea non scientifici, mentre 18 su 100 si dedicano allo studio di materie STEM. Di queste, solo il 18% procede nei percorsi collegati alle STEM. Nonostante le migliori performance accademiche, il mondo del lavoro non sembra riconoscerle. Ad un anno dalla laurea, infatti, il tasso di occupazione degli uomini laureati nei corsi STEM è più elevato di quello delle donne e il divario persiste anche se si confronta il livello salariale.

Occorre quindi migliorare il rapporto tra le donne e le STEM, incentivndo la presenza femminile nei corsi di laurea STEM e, di rimando, agganciare l’eccellenza delle ragazze ad un mondo del lavoro che, nei prossimi anni, richiederà fortemente competenze specifiche, soprattutto in materie scientifico-tecnologiche.

La Guida Galattica alle STEM

In questo senso vanno i due progetti presentati durante la conferenza: “Guida galattica alle STEM” e “Vicenza Making Future”, volti ad avvicinare le giovani generazioni al mondo delle STEM, attraverso laboratori partecipati e con un approccio esperienziale. Il «Vicenza Making Future» vedrà la sua prima tappa a Vicenza, piazza dei Signori, il 6 e il 7 Novembre.

Un format che si svolgerà per la sua prima edizione in Veneto, ma che punta a raggiungere tante altre piazze d’Italia. Il festival vuole dimostrare come ci sia assoluto bisogno di competenze tecniche che, in un momento come quello che stiamo vivendo, possono fare la differenza. Un Paese che ha al suo interno le competenze è in grado di reagire al cambiamento e alle sfide del futuro.

Roma, le STEM e le politiche sociali

Come affermato dall’onorevole Rotta, la transizione deve essere giusta anche in senso sociale. In tal senso, durante l’incontro è intervenuta la dottoressa Antonia Caruso, funzionaria del Dipartimento Politiche Sociali di Roma Capitale. «La tecnologia», ha affermato, «è uno strumento importante per la lotta all’esclusione sociale. Permette, inoltre, di creare lavoro e occupazione con visione non a breve, ma a lungo termine. Roma è già indirizzata verso le STEM, e il Piano sociale cittadino si sposa con questa iniziativa: porre al centro la famiglia e i minori, che sono la comunità educante. È necessario, poi avere imprese che investano nel sociale e nell’impatto sociale. La tecnologia migliora l’accesso, la fruibilità e la valutazione di efficacia dei servizi sociali. Roma è pronta per lavorare.»

 

 

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