
Torna il Festival Arene Decoloniali, a settembre al Parco della Torre di Tor Marancia
Dal 7 al 13 settembre l’edizione 2026 di Arene Decoloniali, il festival culturale e cinematografico di Un Ponte Per è dedicato ai femminismi nei contesti coloniali e postcoloniali. Tra proiezioni, dibattiti e una mostra, il festival propone uno spazio di confronto sui legami tra genere, colonialismo, razzismo, memoria e resistenza
di Redazione
31 Agosto 2026
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Torna a Roma Arene Decoloniali, il festival di Un Ponte Per che, quest’anno, sarà dedicato ai femminismi nati e sviluppatisi nei contesti segnati dall’esperienza coloniale e postcoloniale.
Attraverso film, documentari e incontri pubblici, il festival propone uno spazio di confronto sui legami tra genere, colonialismo, razzismo, memoria e resistenza, dando voce a prospettive spesso escluse dal dibattito dominante. Storie, esperienze e pratiche di autodeterminazione provenienti da Africa, Asia Sud-Occidentale, America Latina e diaspore saranno al centro di una settimana di cinema, cultura e dialogo.
L’edizione 2026 di Arene Decoloniali, tra proiezioni, dibattiti, una mostra e un premio
La seconda edizione del festival Arene Decoloniali, con la direzione artistica di Daniela Ricci e Micaela Veronesi (Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza), ospita la proiezione di 20 tra film, documentari e cortometraggi provenienti da diversi contesti geografici. Ogni giornata sarà introdotta da un dibattito sul tema del giorno, mentre durante il Festival sarà allestita la mostra 2026: Sguardi oltre i confini.
Anche quest’anno verrà assegnato il Premio Arene Decoloniali a chiusura del festival, secondo il parere di esperti e del pubblico.
Il programma
Si parte lunedì 7 settembre con Femminismi e decolonialità: sguardi intrecciati. Alle 18:00 la tavola rotonda con Igiaba Scego, Rahma Nur, Maria Coletti, Daniela Ricci, Micaela Veronesi, Yodit Estifanos e Associazione Tezeta. Si prosegue alle 20:00 con l’inaugurazione della mostra 2026: Sguardi oltre i confini, realizzata in collaborazione con l’Associazione Arte Altra. Alle 21:00 il corto Fragments for Venus di Alice Diop (2025) e alle 21.30 chiude la prima giornata la proiezione di Surname Viet Given Name Nam, di Trinh T. Minh-ha (1989).
Martedì 8 settembre è la volta di Dal Colonialismo al presente: cinema e trasformazione. Alle 18.00 l’incontro con la regista Pocas Pascoal; alle 21:00 il corto Time to change di Pocas Pascoal (2024); a seguire, alle 21:15, la proiezione di Por Aqui Tudo Bem, di Pocas Pascoal (2011), per chiudere con un confronto con la regista.
Mercoledì 9 settembre si prosegue con una giornata dedicata a Le donne nella resistenza anticoloniale. Alle 18:00 l’incontro con Nadia Pizzuti, Isabella Peretti, Bridget Kwazimaa Ohabuche e Ubah Cristina Ali Farah. Alle 21:00 il corto Fuori/Outside di Kym Ragusa (1997) e alle 11:15 il film Finding Sally di Tamara Mariam Dawit (2020).
Giovedì 10 settembre ad Arene Decoloniali si parla di Memorie in movimento. Alle 18:00 è in programma la presentazione di NN – Non Noto (2025), con la regista Tezetà Abraham, Daniela Ricci, Christian Raimo, Monica Usai, Isabella Peretti, Carmelo Giordano. Alle 20:00 la proiezione, seguita, alle 21:30, da un’altra proiezione, questa volta di Bush Mama, di Haile Gerima (1975).
Venerdì 11 settembre si prosegue con Resistere ed esistere – Il femminismo saharawi tra muri, mine e libertà. Alle 18:00 l’incontro con Fatima Mahfoud, Debora Del Pistoia, Valentina Roversi, Gianluca Diana, Priscilla Peroni, seguito, alle 20:30, dall’esibizione musicale di Electro Fazzeni. Alle 21:30 la proiezione dei cortometraggi Mariem di Javier Corcuera (2024), Toufa di Brahim Chagaf (2020) e Solo per farti sapere che sono viva di Ghizzoni e Zuccalà (2013).
Sabato 12 settembre Femminismi in Palestina – Generazioni a confronto. Alle 18:00 l’incontro con Cecilia Dalla Negra e Laila Hassan.
Alle 20:00 collegamento con la regista Sahera Dirbas e il commento di estratti da Deir Yassin Village and massacre di Sahera Dirbas (2012); Suzan’s Fingerprint di Shams Ghareeb e Zakeih Jadba (2017); Women in Gaza (inedito) a cura di Sahera Dirbas. Alle 21:00 una selezione di corti dal Queer Cinema for Palestine: Don’t take my joy away di Omar Gabriel (2024); A message di Mama Ganuush (2026); I never promised you a jasmine garden di Teyama Alkamli (2023); Ceasefire di Teodor Vladár (2025).
Domenica 13 settembre la giornata conclusiva, con Americhe postcoloniali: vite, memorie, giustizia. Alle 18:00 un laboratorio a cura di Italiani Senza Cittadinanza e Paule Roberta Yao. Alle 19:00 un incontro con Françoise Vergès e alle 20:00 il Premio Arene Decoloniali 2026, con Fabio Alberti, Vincenzo Vita, Amedeo Ciaccheri, Francesca Fornario. Alle 20:30 un incontro sui femminismi indigeni con la regista Mónica Taboada-Tapia, Francesca Casafina, Pilar Morena d’Alò, Laura Polesel e alle 21:00 il corto 4 Avril 1968 di Myriam Gharbi (2014). A seguire il film Alma del desierto di Mónica Taboada-Tapia (2024).
Tutti i dettagli sono a questo link.
I film sono sottotitolati in italiano e introdotti con la lingua dei segni. L’arena è accessibile alle persone con disabilità motorie.
L’ingresso è gratuito, senza prenotazione.






