CASTELLI ROMANI. UN PARCO DIFFUSO PER GLI EROI DELLA TERRA

La Comunità Laudato Si' dei Castelli Romani ha aderito alla campagna "Un albero in più", coinvolgendo 30 attori del Terzo Settore

di Mirko Giustini

È dedicato al beato Carlo Acutis l’ultimo albero piantato nel parco diffuso dei Castelli romani intitolato agli Eroi della Terra. A ospitarlo è l’oratorio don Giovanni Bosco di Lanuvio, che lo ha inaugurato con un dibattito incentrato sul tema dell’interconnessione. L’incontro ha fornito l’occasione anche per ricordare la vita di Carlo, il primo millenial ad assurgere all’alta onorificenza concessa dalla Chiesa cattolica a donne e uomini che in vita si sono distinti per l’amore e la cura per il prossimo. Valori che lo studente nato a Londra, morto a Monza e sepolto ad Assisi ha esercitato attraverso i social network. Infatti, come ricordato dal cardinale Agostino Vallini, per lui «la Rete non è solo un mezzo di evasione, ma uno spazio di dialogo, di conoscenza, di condivisione, di rispetto reciproco, da usare con responsabilità, senza diventarne schiavi e rifiutando il bullismo digitale; nello sterminato mondo virtuale bisogna saper distinguere il bene dal male».

I volti maschili

Quello di Acutis non è il solo albero entrato a far parte del grande pantheon green a sud di Roma. Presso la Fattoria Riparo di Anzio infatti ecco la targa commemorativa di Alex Langer, ricordato come «costruttore di ponti, saltatore di muri, esploratore di frontiere». Politico, pacifista, scrittore, giornalista, ambientalista traduttore e docente italiano di formazione cattolica, di Langer si ricorda il suo invito a “riparare il mondo” attraverso una “rivoluzione mite”.

Un invito alla cura della casa comune simile a quello di Dante Bernini, compianto vescovo di Albano omaggiato allo stesso modo all’interno del Parco eco-didattico “Fattoria di Valentino” di Frattocchie. Passato alla storia come monsignore più longevo d’Italia, in vita Bernini si batté per un più corretto utilizzo delle risorse naturali, il contrasto alla povertà e il supporto alle fasce più deboli della popolazione.

…e quelli femminili.

Spazio anche alle donne, con le piante ricordo della parrocchia Santa Caterina da Siena di Ardea. Una è riservata alla patrona d’Italia, che fu teologa medievale e prima scrittrice della letteratura italiana. Insieme a lei Maria Vingiani, politica e attivista italiana, fondatrice dell’associazione Segretariato Attività Ecumeniche (SAE). Ciò che le accomuna è il coraggio e la promozione del dialogo, nonché la visione profetica e l’impegno per l’unità. Ognuna nel proprio campo, entrambe hanno saputo interpretare i cambiamenti delle loro epoche, mettendo al centro con determinazione la dolcezza e la cura verso tutti. Il presidente del SAE di Roma Stefano Ercoli ha ricordato come il pastore valdese Paolo Ricca, parlando di Vingiani, disse che ella, «avendo finito la corsa, combattuto la buona battaglia e conservato la fede, merita di ricevere la “corona di giustizia”».

 

parco diffusoLa campagna 

L’iniziativa del parco diffuso è organizzata dalla Comunità Laudato sì dei Castelli romani. «La nostra non è altro che un’adesione alla campagna “Un Albero in più”, promossa dal direttore dell’International Laboratory for Plant Neurobiology Stefano Mancuso, il presidente dell’associazione Slow Food Carlo Petrini e il vescovo di Rieti Domenico Pompili», afferma la referente locale Marcella Costagliola. «Abbiamo coinvolto 30 attori del Terzo settore e ciascuno ha individuato un personaggio o un’idea a tema ecologia integrale, meritevole di essere ricordata. Partecipano agriturismi, fattorie didattiche, scuole, parrocchie, movimenti, club, oratori e altri enti sensibili alle tematiche ambientaliste. Parallelamente alle piantumazioni prepariamo flash mob e percorsi formativi riservati alle vicarie. L’ultimo in ordine di tempo è stato il Cammino della Terra, una marcia interreligiosa tra Albano e Castel Gandolfo a cui hanno partecipato oltre 200 persone».

Le Comunità Laudato sì

Due anni prima del fenomeno di Greta Thunberg e del movimento Fridays For Future, era stato Papa Francesco a restituire visibilità mediatica e politica al tema della sostenibilità ambientale. Lo ha fatto con l’enciclica Laudato sì, ispirata al Cantico delle creature di San Francesco d’Assisi, imperniata su una idea di un’ecologia integrale capace di abbracciare tanto la salvaguardia del pianeta quanto l’interesse per le classi più disagiate della società. Da questa spinta sono nate le omonime comunità, libere e spontanee associazioni di cittadini, volte a promuovere progetti e campagne informative riguardanti desertificazione, perdita di biodiversità, acidificazione dei suoli, alluvioni e siccità, scioglimento dei ghiacciai.

 

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CASTELLI ROMANI. UN PARCO DIFFUSO PER GLI EROI DELLA TERRA

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