COSTANTINO E LE CASSETTE DELLA SPERANZA

Riciclare imballaggi agricoli, per resistere alla crisi. È l’esperienza di un disoccupato romano che ha trovato il modo di ricominciare con un’attività ecologica e solidale

di Ludovica Jona

“Immagina. un nuovo inizio”. dice così la scritta stampata sulla maglietta. «Me l’ha regalata un collega della ditta di escavatori quando son dovuto andare via perchè non c’era più lavoro. Me ne ha date tre, come portafortuna». Proprio come raccomanda la maglietta, Costantino Marinozzi, 45anni, romano,diplomato odontotecnico, ex assicuratore, ex operatore di ditta funebre ed ex autista di camion per movimento terra, lo ha immaginato(di nuovo) un modo per ricominciare.
«Con un figlio, un mutuo da pagare e una separazione sulle spalle, non hai scelta,devi farlo», dice, il volto provato ma abbronzato e sorridente. Costantino,dalla parlata energica e la battuta pronta, il suo modo di riciclarsi lo ha trovato con un’attività di recupero di imballaggi agricoli. Ovvero le cassette della frutta e della verdura che ogni giorno vengono abbandonate dai venditori ambulanti nelle piazze dei mercati rionali e che, se non passa nessuno a prenderle, vengono raccolte e messe nella pressa dagli operatori ecologici dell’Ama. Eppure hanno ancora un valore e un mercato: «gli agricoltori le pagano80centesimi nuove e 20 centesimi usate», spiega Costantino che per trarre un reddito da questo bene, ha acquistato un furgoncino con cui le raccoglie ogni giorno per consegnarle a una ditta che le rivende ai coltivatori. «Quando faccio il furgone pieno sono 700 cassette e la ditta me le paga 70 euro, tolti 20 per il gasolio ne restano50». Costantino attraversa fino a dieci mercati ogni giorno. Per una mattina decido di accompagnarlo, per documentare un’esperienza di vita che rappresenta una positiva reazione alla crisi economica dei nostri giorni, ma anche un’occupazione che rispetta l’ambiente ed è solidale con altre persone in difficoltà. Perché oltre a recuperare le cassette di plastica e di legno, quando può Costantino raccoglie anche l’abbondante frutta e verdura invenduta ma ancora buona che viene abbandonata nelle piazze dei mercati a fine giornata, per consegnarla alla sua parrocchia di Fidene: «La lascio lì e alcuni anziani del quartiere, che fanno difficoltà ad arrivare alla fine del mese, lo sanno e vanno a prenderla. C’è anche una vecchietta che conosco fin da ragazzino, che ha solo una stufa per riscaldarsi e le porto i pezzi delle pedane consu mate, affinchè almeno non debba comprarsi la legna», racconta.

L’appuntamento è al mercato di Pietralata alle 10,30

Qui Costantino raccoglie le prime cassette e scherza con i venditori di un bancone di frutta e verdura: «Li conosco da tempo, sono come fratelli, se ho bisogno di qualcosa me la danno senza problemi, quando posso poi pago. In passato ho anche guadagnato bene», dice, «all’agenzia di pompe funebri fino a 4-5 mila euro al mese, anche se lavoravo 12 ore al giorno e spesso durante la notte. Quando hanno cominciato a fare gli appalti dentro gli ospedali, erano turni di 48 ore nelle camere mortuarie», racconta. «Quando avveniva un decesso dovevi prendere il contatto con la famiglia per avere l’incarico…non era bello». Mentre procediamo verso un vicino supermercato squilla il telefono: «È il gestore egiziano di un negozio di frutta e verdura qui vicino», spiega poi. «Loro non possono mettere le cassette per strada, hanno il negozio che è piccolo, e allora dice di passare a prendergliele». Dopo aver raccoltole cassette di plastica già accatastate fuori da un supermercato lungo la strada, arriviamo al mercato rionale di piazza Alessandria in piena attività. Il furgoncino è complicato da parcheggiare ma prima di andare a selezionare le cassette in buono stato, si fa una puntata al bar della piazza. Costantino saluta il barista egli chiede il “solito aperitivo” a base di Campari mentre si informa del matrimonio del titolare e consiglia un’avventrice indecisa su quale panino scegliere. «Ho pochi vizi, ma l’aperitivo prima di pranzo non me lo possono togliere…», dice, poi, uscendo, mi racconta del barista: «una persona di cuore, sai quante volte tiene panini e brioches per regalarli alle persone che non possono comprarli?Solo quando li vivi i problemi, puoi capire le persone che sono in difficoltà. Io per esempio mica ci pensavo che i bambini, tanti, morivano in ospedale. Poi ho lavorato al Bambin Gesù per i servizi funebri: cinquecento bambini ogni anno muoiono lì. Troppi». Costantino ha un avambraccio completamente tatuato con il nome del figlio di 10anni, mentre l’altro è coperto dal nome del precedente figlio della ex compagna: «per me dovevano essere uguali in tutto». ora è preoccupato perchè spesso stanno da soli, quando la mamma lavora,prima che comincia la scuola: «Cerco di portarlo con me, quando posso, ma non posso far molto altro, purtroppo».Si accende una sigaretta e riprendiamo il giro. La tappa successiva è il negozio dell’egiziano. Ci fermiamo per due chiacchiere e una fetta di cocomero con limone prima di ritirare il carico. Costantino ripulisce le cassette e le sistema nel camion una dentro l’altra, affinchè resti spazio.

Oggi è andata bene

«La cosa che mi piace di questo lavoro è il rapporto umano con le persone», dice. «Certo che mi piacerebbe di più fare l’odontotecnico per cui avevo studiato. Avevo iniziato a fare pratica presso uno studio», racconta, «però poi ho interrotto per fare il militare e quando sono tornato avevano già preso un altro. Avevo provato a fare i rinvii ma non me li hanno presi, poi non è che mi pagavano lì, serviva solo per imparare. dopo ho fatto 4 anni l’autista per una società di assicurazioni, dove poi sono entrato come brocker, a quel tempo le cose andavano molto bene. oggi con la crisi, devo ringraziare i miei genitori che ora mi ospitano, e mi hanno prestato i soldi per il furgone. Ho pensato a fare questo lavoro perchè mio zio, ha l’azienda ad Albano che ricicla gli imballaggi agricoli per rivenderli agli agricoltori. Anche lui ha iniziato questo lavoro così,perchè era rimasto senza nulla, si è prima comprato un mezzo di trasporto e poi si è ingrandito,ora ha un magazzino che acquista e rivende circa 3 mila imballaggi agricoli al giorno. Per un periodo aveva anche iniziato a produrle le cassette di legno, ma riciclarle oggi rende di più». Le cose oggi sono andate bene e il furgoncino alle 14è stato già quasi riempito. Il tour termina al mercato di piazza Manila, sulla via Flaminia,dove il riciclatore di cassette va a fare due chiacchiere con l’amico titolare di una bancarella di fiori. C’è ancora un po’ di tempo prima che il mercato si svuoti di clienti e venditori: allora lui dovrà raccogliere in fretta gli imballaggi di legno e plastica prima che i camioncini dell’Ama li mettano nella pressa per ripulire velocemente il piazzale. Già qualche titolare di qualche bancarella fa cenno a lui e altri per mettere da parte la frutta e verdura avanzata. A breve il furgoncino ripartirà. Con un carico di cassette, frutta, verdure, dolori e speranze, scherzi e battute per rendere più lieve la fatica di ricominciare. Ancora una volta, come ogni giorno.

COSTANTINO E LE CASSETTE DELLA SPERANZA

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