DIRITTI DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA: NEL LAZIO C’È ANCORA DA FARE

I dati del rapporto "I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia" tracciano un quadro in chiaroscuro. Ad esempio, mancano servizi socioeducativi

di Laura Badaracchi

In occasione della Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, che è stata celebrata il 20 novembre, il Gruppo CRC (costituito 21 anni fa, formato da oltre 100 realtà del Terzo settore e coordinato da Save the Children Italia) ha pubblicato la seconda edizione del RapportoI diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia – I dati regione per regione 2021”, a distanza esatta di tre anni dalla prima. Lo studio sarà presentato nel corso di un evento on line il 2 dicembre, che verrà seguito da appuntamenti online e in presenza in varie città. La particolarità della pubblicazione è proprio il focus sulle singole regioni, con l’obiettivo di «sollecitare le istituzioni pubbliche alla raccolta puntuale, sistematica e disaggregata di informazioni necessarie a programmare interventi efficaci e sostenibili per i bambini, le bambine, gli adolescenti e le loro famiglie». Infatti sono ancora «numerose e profonde» le disuguaglianze regionali «nell’accesso e nella qualità dei servizi di salute, dei servizi educativi, e nell’incidenza della povertà».

Anche nella scheda sul Lazio i dati sono messi a confronto con quelli nazionali e con quelli raccolti nella precedente edizione del Rapporto, del 2018. I minorenni sono 899.176, il 15,7% della popolazione della regione, in calo rispetto a 3 anni fa; il tasso di natalità (per mille abitanti) è di 6,6. «Le famiglie con 5 o più componenti sono 4,1 su 100, inferiori rispetto alla media italiana di 5,2, mentre i nuclei monogenitoriali sono il 22,9% (superiori di 5,4 punti rispetto alla media italiana)».

I diritti dell’infanzia
La copertina del rapporto su”I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia – I dati regione per regione 2021″

I minori in povertà relativa sono il 9,2%, in diminuzione di 5,2 punti rispetto al Rapporto 2018, ma la percentuale di minorenni «che vive in abitazioni prive di alcuni servizi e con problemi strutturali è del 14,1% (media nazionale 12,8%)». Riguardo alla povertà educativa digitale, «la percentuale di minori tra 6 e 17 anni che non utilizzano Internet è del 13,5%, inferiore di 2,2 punti rispetto alla media nazionale. Infine, la percentuale dei minori che non consuma un pasto proteico al giorno è del 4,5%, superiore di 1,7% rispetto alla media nazionale».

Il tasso di affidamenti familiari (al netto dei minori stranieri non accompagnati) è di 1,1 ogni mille residenti (media italiana 1,5), mentre i bambini e gli adolescenti stranieri in affidamento familiare sono il 4,1%. «Il tasso per mille residenti di 0-17 anni (al netto dei msna) nei servizi residenziali per persone di minore età è di 1,5 (media nazionale 1,3), tendenza in aumento di 0,1 rispetto al precedente Rapporto.

La percentuale di bambini e adolescenti stranieri presenti nei servizi residenziali è del 73,7% (superiore rispetto alla media nazionale di 54,9%), mentre la percentuale di bambini e adolescenti accolti nei servizi residenziali con disabilità certificata è di 1,8% (3,2 punti inferiore alla media italiana)». Riguardo alle adozioni, «le dichiarazioni di adottabilità di minori per adozione nazionale sono 107 (1.237 il totale nazionale), di cui 25 da genitori ignoti. Il numero di minori per i quali è stata rilasciata l’autorizzazione all’ingresso in Italia secondo la regione di residenza dei genitori adottivi è di 96 (il totale nazionale è di 1.205)».

Per i minorenni con un genitore detenuto, «la percentuale di colloqui con minori sul totale dei colloqui è del 13,8% (media nazionale del 20,4%), mentre il numero di istituti penitenziari in cui è presente una ludoteca è di 7 su 13». I minori stranieri non accompagnati censiti sono 346 (Italia 7.802), mentre i minorenni detenuti o in misure alternative sono 105, l’8% rispetto al totale nazionale (1.310). Riguardo i minori vittime di abusi, i reati per maltrattamento contro familiari e conviventi segnalati nel 2020 sono 2.389, l’11% del totale nazionale (21.709).

Il rapporto sui “I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza” segnala anche alcuni dati sull’educazione: la percentuale dei Comuni coperti da servizi socioeducativi per la prima infanzia è del 35,4%, inferiore di 24,7 punti rispetto alla media nazionale. «La percentuale di persone di 18-24 anni che hanno conseguito la sola licenza media e non sono inserite in un programma di formazione è dell’11,9% (media italiana 13,1%), mentre la percentuale di persone di 15-29 anni che non lavorano e non studiano (Neet) è del 22,4% (media nazionale 23,3%). La percentuale di edifici in cui è presente il certificato di agibilità è del 13,9%, inferiore rispetto alla media italiana del 39%». Infine, la disponibilità di verde urbano è di 22,1, inferiore di 11,7 rispetto alla media nazionale di 33,8.

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