DISABILI: CON LA DANZA SI RITROVA LA FIDUCIA

Divertimento, miglior coordinamento, affermazione di sé: sono tanti i vantaggi della danza paralimpica. Intervista all'insegnante Rocco Evangelista

di Isadora Casadonte

Corpi flessuosi, muscoli forti, gesti abili, ritmo, energia. Pensare alla danza richiama alla mente immagini diverse tra loro ma spesso legate alla perfezione dei movimenti e a quella dei corpi.
Mettendo da parte gli stereotipi, potremmo però domandarci: anche i portatori di handicap possono diventare balleriniNegli ultimi anni, la risposta positiva a questa domanda ha prodotto risultati artistici di livello internazionale, ma basta rimanere in Italia per scoprire che il volontariato è intervenuto anche in questo campo, avvicinando le persone con disabilità al mondo della Danza. Un esempio è quello dell’associazione I nostri sogni di Minturno (Latina), che lo scorso anno ha scelto di avviare un corso di Danza Paralimpica rivolto a tutte le fasce d’età.

danzaIl corso ha coinvolto sia allievi con una disabilità intellettivo-relazionale, sia con una disabilità legata alla vista o all’udito, sia con una disabilità di natura fisico-motoria. I partecipanti si sono misurati con diversi tipi di ballo: dalle danze standard alle danze latine, dalla Combinata Nazionale al Ballo Da Sala. L’Insegnante di queste discipline, praticate “in solo”, “in duo” (entrambi i ballerini con disabilità) o “in combi” (ragazzo disabile con un normodotato), è l’istruttore di danza paralimpica Rocco Evangelista, a cui abbiamo rivolto alcune domande:

Da quanto tempo lavora in questo ambito e quali qualifiche occorrono per diventare insegnante?
«Lavoro nel campo della Danza Paralimpica da agosto 2014. Per conseguire questa abilitazione ci sono voluti ben tre anni tra seminari, corsi ed esami conseguiti presso la scuola dello sport del CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano) a Roma, in collaborazione con la FIDS (Federazione Italiana Danza Sportiva). Sono diventato Istruttore Federale di Danza Paralimpica nel mese di luglio 2014. In Italia attualmente questo titolo è stato rilasciato solo a 23 Tecnici Federali (FIDS)».

danzaCome descriverebbe questa disciplina a chi ne sentisse parlare per la prima volta?
«Attraverso la danza si sollecita l’apparato muscolare, che si coordina con il tronco cerebrale. In questo senso la danza svolge una funzione terapeutica per le persone con disabilità: aumenta la fiducia che hanno in se stesse e nel loro corpo. Non si tratta di essere al centro dell’attenzione in termini esibizionistici, piuttosto di affermare e comunicare la propria personalità».

Come ha lavorato con i partecipanti del corso?
«Le prime lezioni sono state soprattutto dedicate alla conoscenza tra i ragazzi con diverse tipologie di disabilità. Abbiamo iniziato con i balli di animazione e nel mese di novembre siamo passati alla preparazione del primo Musical, andato in scena a metà dicembre presso il Castello Baronale di Minturno. Le lezioni vengono impartite insegnando le nozioni tecniche della disciplina a tempo di musica, ogni allievo poi ha un modo personale di rielaborarle.
Ciò che ha più importanza nell’insegnamento è l’aspetto psicologico, il modo in cui l’Istruttore interagisce con ogni singolo allievo e la sua specifica disabilità. Partecipare a manifestazioni, spettacoli, competizioni è poi un altro momento fondamentale: li viviamo come una grande famiglia e questo aiuta i ragazzi a sentirsi parte di un gruppo».

danzaL’esperienza ha modificato il suo modo di insegnare?
«Oltre ad essere un Istruttore di Danza Paralimpica sono anche un Tecnico Federale di Danza Sportiva con abilitazioni in varie discipline e posso affermare che da questi ragazzi c’è tanto da imparare, dal loro modo di vivere quotidianamente, dalle attenzioni e affetti che dimostrano e ricevono, dai piccoli gesti che per loro sono grandi conquiste. Trascorrere giornate e ore di lezione con loro mi riempie la mente e il cuore di tanti pensieri positivi».

Si può pensare di estendere l’insegnamento della Danza Paralimpica in ambienti come le scuole, le palestre, le scuole di danza?
«Sì. Genitori, parenti, scuole, palestre, istituzioni dovrebbero ampliare le proprie vedute: la Danza Paralimpica, insegnata da persone competenti e abilitate, può apportare benefici morali e fisici agli allievi, stimolare le loro potenzialità nascoste e indicare la possibilità di un cambiamento che si armonizzi con la patologia di cui possono soffrire».

DISABILI: CON LA DANZA SI RITROVA LA FIDUCIA

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