#GNOMEIDE 2: MANUALE DI SOPRAVVIVENZA AI SOCIAL NETWORK

Un libro per insegnare ai figli l'uso consapevole della rete. Ce lo raccontano Sonia e Gilberto, alle prese con la vita digitale dei loro #gnomi

di Ilaria Dioguardi

«Una guida fuori dagli schermi», la definisce Gilberto Santucci, autore del libro #Gnomeide 2: manuale di sopravvivenza ai social network (TAU Edizioni) insieme a sua moglie Sonia Montegiove. Sonia e Gilberto sono genitori molto social, alle prese con la vita digitale dei due figli: gli #gnomi. Questo libro è una confezione di pillole di consapevolezza digitale, a più voci, con le indicazioni necessarie per muoversi nel groviglio caotico della Rete.
È una lettura interessante e utile per tutti, ma proprio tutti: adulti e ragazzi, insegnanti, genitori e nonni, fruitori di social network, curiosi dell’argomento, persone che vogliono riportare Internet ad essere uno strumento che va conosciuto e compreso per essere gestito. Un libro che fa riflettere su tanti temi: dalla scuola, che la tecnologia trasformerà sempre di più, al “privato”, che a volte sui social network fa abbassare le difese; dall’educazione dei genitori, che deve essere sempre più orientata ad un uso consapevole delle tecnologie, al cyberbullismo, pericolo ancora troppo sottovalutato.

 

#gnomeide 2
Gilberto Santucci e Sonia Montegiove

Rispetto al precedente #Gnomeide. Salvate le mamme e i papà (TAU Edizioni), come nasce #Gnomeide 2. Manuale di sopravvivenza ai social network?
(Gilberto) «Il sequel ha preso forma durante le presentazioni in giro per l’Italia del primo libro. Incontro dopo incontro, abbiamo preso ancora più coscienza di quanto ci fosse bisogno di una sorta di Bignami in grado di accompagnare, in modo immediato e semplice, genitori, ragazzi e docenti nel tumultuoso mondo dei nuovi media digitali. È così che ha preso forma una guida fuori dagli schermi, quasi un manuale d’uso, appunto, che – suddiviso per temi – può essere letto a diversi livelli, con interventi di esperti ma anche schede sintetiche di pronta fruizione».

 

Nella prefazione di #Gnomeide 2, Stefano Epifani parla di “genitori apocalittici” e di “genitori integrati”, parafrasando Umberto Eco. Qualche consiglio ai genitori, nel regolare i rapporti dei propri figli verso le tecnologie?
(Gilberto) «L’equilibrio, la normalità, il buon senso sono anche in questa occasione la strada maestra migliore da seguire. Tra il vedere nei social tutto il male del mondo e l’essere troppo aperti alle novità tecnologiche, senza alcuna vera consapevolezza, c’è una via intermedia, quella di dosare nei tempi e nei modi la propria presenza, partendo dall’assunto che ormai la dimensione digitale personale coincide e si sovrappone sempre più a quella reale, con tutte le implicazioni e le responsabilità che questa identificazione comporta».

 

«Sembra strano eppure ancora oggi il binomio digitale-scuola provoca reazioni difficili da comprendere». Può spiegarci questo binomio?
(Sonia) «Il digitale, così come sta trasformando altri settori, trasformerà anche la scuola che già oggi utilizza alcune tecnologie nella didattica. Purtroppo questo non significa che la scuola potrà, da sola, sostituirsi al ruolo dei genitori nell’accompagnare ed educare i ragazzi ad un uso consapevole delle tecnologie. Questa richiesta la si sente spesso da parte dei genitori, ma è utopistico (e a volte anche comodo) pensare che qualcuno possa sostituirsi a noi nello spiegare ai figli cosa sia opportuno fare con strumenti nuovi, come i social network, e cosa no».

 

Può riassumere ai nostri lettori il capitolo dedicato alle “Regole auree per social e internet”?
(Sonia) «Questo capitolo, come anche gli altri, riporta regole e consigli senza fare specifico riferimento a software o applicazioni. Abbiamo voluto stimolare una riflessione sui modi corretti di usare strumenti e non sul come usarli, cosa per la quale c’è Google. Riassumere le tante cose utili da sapere sarebbe noioso, ma se dovessi scegliere una regola aurea direi: “Prima di condividere una foto, un video, una frase, pensa che questa sarà pubblica e per sempre”. Perché il concetto di “privato” a volte fa abbassare le difese e porta i ragazzi a pensare che nessuno possa tecnicamente far uscire qualcosa da una conversazione o da un profilo con lucchetto di Instagram. Ma sappiamo bene che non è così».

 

#gnomeide 2Coding e robotica. Perché sarebbe importanti proporli ai più piccoli a scuola?
(Sonia) «Sia coding che robotica rappresentano uno dei tanti modi utili a sviluppare nei ragazzi il problem solving e a far conoscere loro un uso positivo, interessante delle tecnologie. Questo non significa che coding e robotica debbano sostituire attività più tradizionali. Si può, anche qui, trovare una convivenza felice tra attività creative come le abbiamo conosciute anche noi e cose nuove che possono interessare i ragazzi e, contestualmente, sviluppare in loro una maggior confidenza con la matematica e le materie scientifiche in genere».

 

In #Gnomeide 2 viene affrontato anche il tema del cyberbullismo…
(Sonia) «Il cyberbullismo è uno dei tanti “effetti collaterali” portati da usi distorti e non corretti di strumenti nuovi, come i social network o le app di messaggistica istantanea. Nonostante sia quello di cui si parla di più, anche perché porta a volte anche a gesti estremi, non è il rischio più diffuso. Quando si parla di cyberbullismo è necessario che i genitori ripartano dalla educazione, quella tradizionale, per far sì che i propri figli non siano bulli. Se e quando sono spettatori, allo stesso modo, dovrebbero aiutarli (ed educarli quindi) a rinunciare al senso di protezione che si ha nel vedere qualcosa che non va e tacere. Per aiutare, poi, le vittime devono poter essere punto di riferimento. Tutte cose che poco hanno a che vedere con la tecnologia insomma. Diciamo che il cyber davanti alla parola bullo non fa che amplificare azioni e sofferenze, ma ciò che si deve contrastare è il bullismo».

 

Perché avete scelto di devolvere i proventi del libro (come del precedente #Gnomeide. Salvate le mamme e i papà) all’AILR, l’Associazione Italiana per la Lotta al Retinoblastoma? 
(Gilberto) «Il nostro rapporto sui social è iniziato 10 anni durante delle difficili situazioni di salute. In quel periodo abbiamo utilizzato la rete per mantenere ed allargare le relazioni e i contatti di amicizia. Le maggiori sollecitazioni a raccogliere quanto raccontavamo sui social circa la nostra famiglia e il nostro modo di porsi rispetto alle nuove tecnologie è arrivato proprio dalla rete. Ci è sembrato naturale e giusto che un’iniziativa del genere avesse una finalità benefica, a favore di un’associazione di malati oncologici (come anche noi all’epoca eravamo), sottolineando così come anche dal male può nascere il bene».

 

Cosa dicono i vostri figli di questi libri e del loro successo? 
(Gilberto) «Lo vivono con sorpresa e anche un po’ di sana indifferenza. Si sorprendono di come certe cose di cui noi parliamo in famiglia possano riscuotere tanto interesse in giro per l’Italia. All’inizio hanno provato a rivendicare qualche diritto d’autore, poi anche loro hanno convenuto sul bello di donare qualcosa agli altri”.

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#gnomeide 2Gilberto Santucci e Sonia Montegiove
#Gnomeide 2: manuale di sopravvivenza ai social network
Tau Editrice, 2019
Pp. 212, € 14,00

 

 

 

 

 

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