GRAZIE AL PROGRAMMA PARTECIPAZIONE CRESCE IL PROTAGONISMO DEI RIFUGIATI

Si è chiusa la quarta edizione del Programma PartecipAzione, che promuove associazioni e iniziative di rifugiati e richiedenti asilo

di Ilaria Dioguardi

Avviato nel 2018, il programma PartecipAzione è finanziato da UNHCR e realizzato da INTERSOS. Ha sostenuto in quattro anni la crescita di 40 associazioni in 12 regioni italiane. Il programma vuole sostenere l’integrazione, la coesione sociale e la partecipazione di rifugiati e richiedenti asilo attraverso un percorso di empowerment personalizzato.

«L’idea di questo progetto è quella di rendere le persone protagoniste della loro vita», afferma Chiara Cardoletti, rappresentante UNHCR per l’Italia, la Santa Sede e San Marino. «PartecipAzione intende promuovere e valorizzare la voce, le risorse, le iniziative di quei rifugiati che spesso rimangono più ai margini, anche all’interno delle loro comunità: i giovani, le donne, le persone LGBTQI+».

Nel 2021 sono state sette le associazioni supportate, da nord a sud dell’Italia, che hanno coinvolto circa 500 persone, di cui 120 rifugiati. Da C.U.C.I.R.E., sartoria sociale di Palermo, a Fuori Mercato, promotrice di una cultura ecologista a Campobello di Mazara, in provincia di Trapani; da Smiling Coast of Africa, che a Brindisi promuove la conoscenza e lo scambio tra culture diverse, a Il Faro del Borgo, creatrice a Borgo Mezzanone (in provincia di Foggia) di opportunità di integrazione e partecipazione nella società di persone che vivono nel “ghetto”; dal Circolo Culturale Arci RadioAttiva di Carrara, editrice della radio comunitaria Contatto Radio, a Sotto il Baobab di Canelli (provincia di Asti), nata per dare voce alla comunità bracciante, fino alle associazioni Genitori Scuola Di Donato e Rifugiati Sudanesi di via Scorticabove di Roma.

«Questa quarta edizione ha consolidato i risultati positivi ottenuti nelle passate edizioni», afferma Cesare Fermi, Direttore Regione Europa di INTERSOS. «Sono diversi gli esempi di associazioni di rifugiati per cui PartecipAzione ha rappresentato un trampolino di lancio per un ruolo attivo nella società italiana, accreditandosi come interlocutori credibili presso istituzioni locali, nazionali e internazionali».

Il cuore del programma: fare rete

«PartecipAzione nasce per venire incontro al problema che, sul territorio italiano, ci sono poche opportunità di dare voce e visibilità alle associazioni di rifugiati o alle associazioni italiane che includono attivamente la partecipazione di rifugiati», dice Cosimo Verrusio, capoprogetto Intersos. «Ci sono poche possibilità di avere accesso ai tavoli decisionali. L’obiettivo è quello di fare empowerment tra le associazioni attraverso programmi mirati, che si compongono di un finanziamento, che varia dai 5mila agli 8mila euro, a seconda della proposta progettuale e delle capacità dell’organizzazione. È prevista una formazione mirata, che comprende varie tematiche: dal project management alla comunicazione, dal fundraising al crowdfunding fino alla protezione internazionale».

programma PartecipAzione
Roma. La presentazione del programma PartecipAzione

Il programma offre anche un coaching individualizzato, che consiste nell’accompagnamento dei formatori dello staff di Intersos ai membri dell’associazione al fine di cercare e scrivere bandi, per assicurare la sostenibilità dei progetti. Tutte queste parti che fanno parte di PartecipAzione si declinano in base all’associazione. L’implementazione dei progetti parte a maggio e termina ad ottobre. Da gennaio fino alla partenza dei progetti, lo staff è attivo nella ricerca delle associazioni sul territorio, nella valutazione e nella scrittura del bando.

«L’idea alla base di PartecipAzione è quella di creare una rete di associazioni. Nell’edizione del 2021 è stata sviluppata un’altra componente di progetto, “ParteciPazione in rete”: un piccolo progetto nel progetto. Torniamo dalle realtà che avevano partecipato negli anni passati e chiediamo se sono interessate a seguire un corso di coprogettazione con altre associazioni. Quest’anno abbiamo raggiunto la realizzazione di tre consorzi su diverse realtà di intervento: formazione, accesso al lavoro e impresa sociale».

L’impatto sugli enti

Le associazioni che hanno preso parte al programma quest’anno hanno affermato di aver esteso in diversi ambiti le loro attività e competenze. Nello specifico, l’88% dichiara di aver sviluppato nuove collaborazioni con altri attori della società civile, l’84% sostiene di aver aumentato la propria visibilità nei mezzi di comunicazione, il 60% dice di aver aumentato la propria partecipazione nei tavoli decisionali con le istituzioni, il 76% ha presentato nuovi progetti.

«Una delle cose che più manca agli immigrati è la comunicazione giusta. Noi della Cooperativa Terra Nostra di Bari ci siamo autorganizzati. All’inizio abbiamo creato l’associazione degli studenti stranieri di Bari», racconta Afana Dieudonne. «Abbiamo dato vita ad una web radio, partecipiamo a tavole rotonde con le istituzioni locali, organizziamo percorsi di costruzione del sé. La ricostruzione della visione del proprio futuro è una delle prime urgenze, quando si arriva in Italia da Paesi difficili, dopo un viaggio lungo e complicato». Terra Nostra ha come obiettivo l’accompagnamento di rifugiati e migranti all’interno del mondo universitario.

«Bisogna lavorare molto sulla comunicazione. Spesso veniamo raccontati in due modi: uno aggressivo, l’altro paternalistico/vittimistico», dice Alidad Shiri, Rappresentante di UNIRE, Unione Nazionale Italiana per Rifugiati ed Esuli. Yagoub Kibeida, Direttore esecutivo dell’associazione Mosaico Azione per i Rifugiati, «nata da un’idea di un gruppo di rifugiati per aiutare altri rifugiati. Noi ci siamo passati per primi e sappiamo quali sono i problemi veri che ostacolano l’integrazione e l’inclusione sociale. Aiutiamo le persone a regolarizzarsi e integrarsi». Con l’emergenza Covid i volontari del Mosaico hanno iniziato anche a distribuire cibo e prodotti igienici. «È diventata un’altra nostra attività. Abbiamo reso visibili persone invisibili, erano invisibili per noi anche, non soltanto per la società».

La vincitrice di Roma

Ad usufruire del programma PartecipAzione è stata, a Roma, l’associazione Genitori Scuola Di Donato, che gestisce l’attività insieme all’associazione Rifugiati sudanesi di Via Scorticabove (l’abbiamo raccontato QUI). Quest’associazione è l’unica che ha portato avanti un’attività strettamente culturale.

Dal 2003 Genitori Scuola Di Donato è un punto di riferimento nella capitale sulle tematiche di integrazione e solidarietà sociale multiculturale. Ha supportato l’associazione Rifugiati sudanesi di Via Scorticabove nell’ambito del progetto “Masra”, “teatro” in arabo. Questo progetto ha previsto un percorso di formazione teatrale per un gruppo di rifugiati sudanesi che, supportati da professionisti dello spettacolo, hanno messo in scena l’opera della letteratura sudanese, “La stagione della migrazione a nord” di Tayeb Salih. La compagnia teatrale ha realizzato prove pubbliche in parchi romani e 2 spettacoli pubblici. Ha visto la partecipazione di 22 persone, di cui 8 rifugiati.

 

GRAZIE AL PROGRAMMA PARTECIPAZIONE CRESCE IL PROTAGONISMO DEI RIFUGIATI

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