ROMA. UNA NUOVA STRUTTURA PER IL “DOPO DI NOI”: CASA ISA

È una residenza per persone autistiche, voluta dall’associazione Ara e sostenuta dalla Regione attraverso l’Asp Asilo Savoia.

di Lucia Aversano

Nel 2017, quella che oggi è stata ribattezzata Casa Isa era solo un edificio malridotto, di circa 300 mq distribuiti su due livelli, completamente da ristrutturare. La struttura presentava una sagoma diroccata con mattoni di cemento a vista, in stato di completo abbandono, nella località di Spremagore, nel bel mezzo della campagna che costeggia la via Ardeatina.

Quello di via Pietrastornina è stato l’ultimo di molti siti su cui i soci di Ara, Associazione Risorse Autismo, avevano riposto le loro speranze per far sorgere la residenza che avevano in mente. Il primo posto scelto per far sorgere Casa Isa è stato, nel 2012, un terreno a Ponte Galeria in località Piana del Sole, ma qui i vincoli paesaggistici non permettevano nessun tipo di costruzione, e l’idea di quell’area dovette essere presto abbandonata. Nel 2016, dopo incessanti ricerche, la scelta ricadde su un villino bifamiliare in località Cesano, sempre in Provincia di Roma, ma la mancanza di un allaccio alla rete fognaria, e dell’acqua potabile, non avrebbe permesso nessun accreditamento presso il Ssn, fondamentale per Casa Isa, poiché quello che i 9 soci di Ara avevano in mente era realizzare una residenza per il “dopo di noi” per persone con il disturbo dello spettro autistico.

dopo di noiCasa Isa: “durante noi” e “dopo di noi”

L’associazione, composta da genitori con figli autistici gravi, nasce nel 2009 con l’obiettivo di realizzare una soluzione alloggiativa, «che riproduca le condizioni abitative della casa familiare, e che permetta, nello stesso tempo, la continuità affettiva e relazionale degli ospiti all’interno di requisiti socio-sanitari e scientifici di primaria qualità.» L’associazione è nata dall’incontro fortunato tra Isa Bravetti e Anna Benedetti in un centro dove i loro figli facevano terapia: «Io non conoscevo Isa e lei non conosceva me», racconta Anna Benedetti presidente dell’associazione. «Ma lei un giorno mi telefonò dicendomi “io metto i soldi e tu metti su la casa”.» E l’intuizione di Isa fu quanto mai giusta: lei stessa ammette di essersi affidata alle competenze di Anna per la parte burocratica, perché «io di scartoffie non ne capisco niente, lei invece è brava in questo e infatti è riuscita a fare un ottimo lavoro.»

Il progetto su carta, realizzato nel 2017 dai soci, oggi è finalmente una casa, composta da due appartamenti, una terrazza, un deposito e un’autorimessa, e circondato da un terreno di circa 1700 metri quadri. L’edificio ospiterà nove persone autistiche, affidate a un’equipe di operatori, e il terreno circostante diventerà in parte un orto e in parte un giardino. Saranno poi programmate tutta una serie di attività interne ed esterne, col fine di creare un percorso di inclusione affinché, spiega la Presidente «questa sia la loro casa, un ambiente ristretto che dia la possibilità di una vita più dignitosa. Il nostro desiderio è anche quello di farli vivere all’esterno, tant’è che abbiamo creato, tra le altre cose, un progetto di lavoro che coinvolge un maneggio qui vicino.» I ragazzi entreranno nella casa-residenza in maniera graduale, affiancati dai genitori che li accompagneranno nell’inserimento di questo nuovo percorso.

Purtroppo il destino di molte persone che soffrono di disagi psichici gravi, una volta che i genitori, con l’avanzare dell’età, non riescono più a prendersene cura, è quello di finire dentro istituti socio-sanitari, sottoposti a terapia farmacologica e dove spesso un solo operatore deve gestire molte persone. Le strutture residenziali come Casa Isa sono, al momento, molto poche, ma qualcosa sta cambiando.

La legge c’è, mettiamola in atto

«Questo progetto» conclude Anna Benedetti – può essere d’aiuto e fungere da modello per altre famiglie nella medesima situazione. Riceviamo numerose telefonate da genitori, ma anche da altre associazioni che vogliono realizzare questo progetto. Oggi la legge c’è (112/2016 “Dopo di noi”), e auspico che tali strumenti vengano utilizzato anche da tante altre famiglie.»

dopo di noi
Anna Benedetti (a sinistra) e l’assessora Alessandra Troncarelli (a destra) all’inaugurazione di Casa Isa

Ed è proprio grazie alla legge sul “dopo di noi”, attuata dalla regione Lazio nel 2017, che l’associazione è riuscita a ottenere parte del finanziamento che ha permesso la conclusione dei lavori oggi. Casa Isa, infatti, rientra in quello che lo stesso presidente della Regione Lazio ha definito “patrimonio solidale”, costituito da una rete composta da 23 unità abitative. Tale patrimonio è formato da immobili, pubblici e privati ed è una conquista raggiunta anche e soprattutto grazie all’impegno delle famiglie e delle associazioni.

L’8 Aprile, Alessandra Troncarelli, Assessore Politiche Sociali della regione Lazio, insieme a Massimiliano Monanni diretto dell’Asp Asilo Savoia, hanno consegnato le chiavi di casa Isa, sottolineando quanto sia importante non solo il “dopo di noi”, ma anche il “durante di noi” per accompagnare i ragazzi nel loro percorso d’indipendenza.

 

 

 

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