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Bambino Gesù scuola in ospedale

I BAMBINI IN OSPEDALE FANNO SCUOLA ANCHE D’ESTATE. E SONO CONTENTI

I BAMBINI IN OSPEDALE FANNO SCUOLA ANCHE D’ESTATE. E SONO CONTENTI

La Scuola in ospedale è parte di un progetto del Miur contro la dispersione scolastica. Nell'ospedale romano musica, arte e letteratura creativa

La scuola in ospedale non va in vacanza: l’Istituto Comprensivo Virgilio di Roma e l’Ospedale pediatrico romano hanno messo a punto attività di didattica integrativa estive, che dureranno fino al 26 agosto, con corsi dal lunedì al venerdì. Il progetto rientra nel piano nazionale per la prevenzione della dispersione scolastica “La Scuola al Centro” promosso dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Agosto tra musica, arte e lettoscrittura

«È il primo anno che si svolge un’attività strutturata della Scuola in Ospedale anche d’estate grazie al progetto del Miur “La Scuola al Centro“, al quale Rosa Vocaturo (dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo Virgilio, dal quale dipendono le sezioni ospedaliere di scuola primaria e secondaria di primo grado) ha immediatamente aderito», dice il professor Alberto Antinori, insegnante dell’Istituto comprensivo Virgilio e referente per la Scuola in Ospedale.

Scuola in ospedale
L’ingresso dell’ospedale Bambino Gesù, a Roma

Le attività in corso sono laboratori di musica, arte applicata e lettoscrittura creativa tenuti da dieci insegnanti (tre di musica, tre di scuola primaria, due di arte, due di italiano e matematica), che si alternano con turni settimanali nei vari reparti. «Alla fine del periodo i bambini che avranno partecipato ai laboratori saranno un centinaio, dai 4 ai 19 anni. Sono coinvolti il reparto di Oncoematologia, il day hospital dell’Oncoematologia, e quello di Dialisi: il motivo di queste scelte è la lungodegenza intrinseca nelle patologie». Normalmente le lezioni si svolgono presso il letto del singolo degente.

Da 40 anni la Scuola in Ospedale

L’Ospedale Bambino Gesù può essere considerato un vero Istituto scolastico, dove si effettuano regolari esami di fine anno per bambini ricoverati, grazie alla presenza di insegnanti di ogni ordine e grado.
Il progetto della Scuola in Ospedale è attivo tutto l’anno, da 40 anni. Nel 2015 i bambini e i ragazzi che hanno frequentato le lezioni nelle varie sedi, tra gli ospedali Bambino Gesù di Roma Gianicolo, di Palidoro e di Santa Marinella sono stati circa 7000.

Scuola in ospedale
Sono 26 i docenti della Scuola in Ospedale

«La nostra scuola opera in ospedale dal 1975 con la scuola primaria, e dal 1989 con la scuola media». spiega il Professor Antinori. «Nei periodi “ordinari” la scuola è presente in 15 reparti in maniera strutturata e quotidiana, a richiesta negli altri. Quella primaria è attiva con 11 docenti che coprono tutto il curriculum istituzionale (compreso inglese e religione), mentre la scuola di primo grado opera con 15 insegnanti di tutte le discipline comprese le seconde lingue comunitarie (francese, spagnolo e tedesco). In questo modo le sezioni ospedaliere sono formalmente in grado di svolgere scrutini ed esami nel pieno rispetto della normativa. Quest’anno, ad esempio, sono stati 11 gli alunni che hanno conseguito il diploma di fine ciclo in ospedale. La scuola, inoltre, fornisce consulenza per l’istruzione domiciliare, oltre che fornirla direttamente per  i bimbi ricoverati, presso le strutture di accoglienza pertinenti all’Ospedale Bambino Gesù di Roma». Gli alunni seguiti nell’anno scolastico 2015/16 sono stati 1179 della scuola primaria e 818 del Primo ginnasio. Dal 1999 è operativa anche la scuola secondaria di secondo grado a cura del Liceo Classico Virgilio.

Duplice obiettivo: scolastico e psicologico

La scuola si propone un intervento con due scopi, sia a livello scolastico, sia di conforto a livello psicologico. Con quest’iniziativa si cerca di migliorare il benessere di ogni alunno, favorire lo sviluppo affettivo e relazionale, sostenere l’autonomia, incoraggiare la curiosità e la scoperta di attitudini personali, far esprimere le paure e le ansie legate alla malattia, aiutarlo a superare la demotivazione e l’apatia. I piccoli degenti hanno anche un’opportunità per socializzare con gli altri bambini e ragazzi, condividendo con loro momenti di gioco e di festa.

Scuola in Ospedale
I bambini sono contenti di poter fare scuola

«Per noi che svolgiamo attività per la Scuola in Ospedale tutto l’anno, nella scuola estiva nulla cambia nella nostra esperienza quotidiana di insegnanti in ospedale dal punto di vista umano ed affettivo, la relazione docente-alunno è sempre improntata ad una dinamica empatica e prossemica, finalizzata ad un’interazione profonda e partecipativa: l’alunno non “subisce le lezioni”, ma partecipa attivamente alla creazione della relazione didattica. Il periodo estivo libera le attività degli alunni dalle ansie prestazionali e concede una maggiore libertà all’alunno stesso di ricercare e mettersi in gioco senza timore di sbagliare», racconta Alberto Antinori. «La sensazione di svolgere un lavoro importante ed apprezzato è motivo di soddisfazione tanto più in un contesto come quello ospedaliero, ancora di più quando gli attestati di stima e soddisfazione da parte di alunni e famiglie sono quotidiani e sinceri. Dal punto di vista professionale è un’ulteriore conferma che l’organizzazione rigida della scuola italiana (anche per colpa degli insegnanti) è un fattore che limita le possibilità di successo degli alunni che, invece, quando vengono guidati in contesti più aperti, danno il meglio di loro stessi».
L’impegno degli insegnanti in un progetto così importante e coinvolgente porta a mettere insieme ricordi ed esperienze indimenticabili. «Un aneddoto da raccontare è capitato dopo un divertente, e inevitabilmente chiassoso, laboratorio di percussioni nel Day Hospital di Oncoematologia e dopo qualche lamentela del personale medico. Dal papà di una degente, Simona, ho ricevuto questo messaggio che mi ha confortato e confermato di essere sulla strada giusta: «Prof, Simona ha appena affermato: “Non vedo l’ora di tornare in Day Hospital per suonare di nuovo con il professor Antinori”. Grazie infinite e arrivederci a presto. Maurizio”».

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Ilaria Dioguardi
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Laureata in Scienze della Comunicazione, sono una giornalista pubblicista freelance, vivo a Roma. Ho avuto ed ho molte esperienze professionali nel giornalismo, nell’editoria, nel non profit. Le mie passioni: il mio lavoro, la lettura, il nuoto.

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