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WELCOMING EUROPE: SIAMO NOI L’EUROPA CHE ACCOGLIE!

WELCOMING EUROPE: SIAMO NOI L’EUROPA CHE ACCOGLIE!

L'ICE chiede che l'Europa cambi alcune norme su tutela dei diritti e migrazioni. E in Italia firmano in 65mila. Manconi: «Non concediamo che passi l'idea che siamo un paese razzista».

Decriminalizzare la solidarietà nei confronti dei migranti, creare passaggi sicuri per richiedenti asilo e rifugiati, proteggere le vittime di sfruttamento lavorativo, abusi e violazioni dei diritti umani. In Italia ci hanno messo la firma 65mila persone. 10mila in più della quota minima attesa per l’Italia. Sono stati presentati ieri, durante l’evento conclusivo a Roma, i risultati di Welcoming Europe.

L’Iniziativa dei Cittadini Europei – uno strumento di democrazia partecipativa attraverso il quale è possibile chiedere alla Commissione UE l’adozione di un provvedimento se vengono raccolte un milione di firme in tutta Europa – è stata lanciata ad aprile dello scorso anno per chiedere alla Commissione il rafforzamento dei corridoi umanitari; di impedire che l’aiuto umanitario continui ad essere criminalizzato, come già ora avviene in alcuni Paesi europei; il rafforzamento dei maccanismi di tutela e di denuncia di violazioni dei diritti umani alle frontiere.

All’iniziativa, promossa, tra gli altri, da Radicali Italiani, Fcei, A Buon Diritto, Acli, ActionAid, Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo, AOI, ASGI, Baobab Experience, Fondazione Casa della Carità, Cild, CNCA, Legambiente, Oxfam Italia – e a cui hanno aderito numerose realtà, tra cui Centro Astalli, Caritas, Fondazione Migrantes, Sant’Egidio, Libera, Cgil, Fiom, Cisl, Diaconia Valdese, Altromercato, Banca Etica, Open Arms, Seawatch, Amref, Rainbow for Africa, Amnesty International –  hanno partecipato più di 140 organizzazioni tra Ong, società civile, associazioni, chiese.

Il milione di firme in Europa non è stato raggiunto: se l’Italia è andata oltre le aspettative minime necessarie, altrettanto non è accaduto in altri paesi europei. Eppure alcune delle proposte hanno trovato una prima applicazione.
«Nelle ultime settimane l’attenzione è andata crescendo», ha dichiarato Edoardo Zanchini, vice presidente Legambiente. Un segnale importante, ha ribadito, soprattutto in un clima politico e sociale come quello che stiamo vivendo. Un modello che ha funzionato: «Oltre 37mila firme sono state raccolte online, ma più di 27mila nei tanti banchetti, nelle tante iniziative organizzate in tutta Italia. Con centinaia di aderenti, siamo riusciti a lavorare insieme e vogliamo continuare a farlo».

 

welcoming europePASSAGGI SICURI. «L’Ice», ha continuato Zanchini, «chiedeva di rafforzare i programmi di sponsorship privata: di modificare il sistema di accesso ai fondi europei allargando la tipologia di soggetti che possano promuovere programmi di corridoi umanitari. Nel bilancio UE 2019, una parte del fondo FAMI è stata destinata alle autorità locali che potranno accedervi per programmi su asilo e immigrazione, tra cui la community sponsorship».

Inoltre il Parlamento europeo a dicembre ha approvato una risoluzione chiedendo che la Commissione europea presenti, entro la fine di Marzo di quest’anno, una proposta legislativa che istituisca un visto umanitario europeo rilasciato presso ambasciate e consolati all’estero degli Stati membri alle persone in cerca di protezione, che potrebbero così raggiungere l’Europa senza rischi.

Tra l’altro, come ha spiegato Luca Negro, presidente FCEI – tra i primi a sperimentare i corridoi umanitari insieme alla Comunità di Sant’Egidio e Chiesa Valdese – «Sebbene registri numeri ancora contenuti, quello dei corridoi umanitari è un progetto che indica una strada, che afferma che è possibile evitare i viaggi sulle carrette del mare, che è possibile contrastare il business dei trafficanti di esseri umani e garantire condizioni di sicurezza a chi viaggia, ma anche a chi accoglie».«Il sogno», ha continuato, «è creare corridoi umanitari europei anche dalla Libia». Un’esperienza dal messaggio dirompente per Roberto Zuccolini (Comunità di Sant’Egidio), che dimostra che non solo si possono abbattere i muri, ma anche costruire i ponti: «in 3 anni sono arrivate in Europa 2363 persone (1943 in Italia). 1446 dal Libano. E il modello dei corridoi umanitari è arrivato in Europa: grazie ad accordi con le chiese locali hanno accolto persone il Belgio, la Francia, Andorra e ora sono in essere trattative con Spagna e Portogallo. È un simbolo di resistenza all’inumanità che ha effetti positivi su tutta la società. Fino a giugno 2017 «sono stati più di 800 i profughi arrivati dal Libano», ha ribadito Zuccolini. « È più di quello che avevano fatto nove stati europei con il resettlement, più di quanto hanno fatto 14 Paesi con la relocation. Cifre scandalose, per cui gli stati europei dovrebbero fare un esame di coscienza».

 

DECRIMINALIZZARE LA SOLIDARIETÀ. In 12 paesi europei anche un piccolo atto di solidarietà nei confronti di un migrante – offrire un panino, dare da bere, acquistare un biglietto – è passibile di una multa, se non della reclusione. Lo sa bene Sean Binder, studente di origini tedesche cresciuto in Irlanda. Sull’isola di Lesbo era volontario di salvataggio, team di terra. Con Emergency Response Centre International aiutava i migranti in pericolo. Fino a febbraio dello scorso anno, quando, da coordinatore della Ong greca, viene arrestato per la prima volta, ma poi rilasciato.  Nell’agosto 2018 viene arrestato di nuovo, finendo in detenzione preventiva. Resta in carcere 106 giorni accusato di assistenza illegale a stranieri su territorio greco, criminalità organizzata, riciclaggio di denaro, spionaggio. E non è un caso isolato. Anche in questo senso, però, con Welcoming Europe sono stati raggiunti dei risultati: il 5 luglio, il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione relativa alla creazione di linee guida per gli Stati membri con lo scopo di prevenire la criminalizzazione dell’aiuto umanitario e a settembre scorso Parlamento europeo e Commissione europea hanno raggiunto un accordo sull’istituzione di un Osservatorio europeo sulla criminalizzazione.

 

FERMARE GLI ABUSI ALLE FRONTIERE. Gli accordi Italia-Libia sui respingimenti finanziati dall’Europa e dalla stesa Italia, la militarizzazione  per il blocco dei migranti, l’esternalizzazione. «A fronte di questo scenario esiste una responsabilità giuridica e politica dell’Europa», ha dichiarato con forza Sara Prestianni (Arci). «C’è una responsabilità giuridica per l’Italia che collabora al processo di esternalizzazione, e ce ne sono di ancora più immediate per l’Italia che partecipa militarmente o fornisce mezzi che possono configurarsi come criminine contro l’umanità», le ha fatto eco Salvatore Fachile (ASGI). Ma c’è un disegno europeo che risale al 2015 per Fachile, che nel tempo ha portato al Decreto Salvini: «alle forze di polizia vengono forniti strumenti per trattenere le persone alle frontiere, in isolamento, e che alle stesse forze di polizia consentono di consumare lì l’esame sul diritto di asilo, in uno stato di detenzione dei richiedenti, che non possono far valere i propri diritti. Uno stato che porta ad un diniego definitivo di fatto. Queste persone così arrivano in italia già da irregolari, non da richiedenti asilo. Un sistema di norme e prassi che va demolito».

 

welcoming europeIL FUTURO PROSSIMO per Welcoming Europe è ora offrire al nuovo Parlamento europeo le analisi e le proposte su cui tante firme sono state raccolte e continuare nel lavoro di rete. In Italia un documento con le proposte e gli obiettivi sarà consegnato ai candidati alle prossime elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo. Intanto si continua a chiedere la calendarizzazione della proposta di legge di iniziativa popolare della campagna Ero straniero. L’umanità che fa bene dal titolo “Nuove norme per la promozione del regolare permesso di soggiorno e dell’inclusione sociale e lavorativa di cittadini stranieri non comunitari” di superamento della Bossi-Fini: una proposta per l’introduzione della regolarizzazione per i cittadini stranieri già radicati nel nostro paese e la pèrevisione di canali diversificati di ingresso al mondo del lavoro, rivedendo quelli attualmente esistenti.

Tra maggio e ottobre 2017, Ero straniero ha raccolto più di 90mila firme. La proposta di legge di iniziativa popolare, depositata alla Camera ad ottobre 2017, è oggi ancora in attesa di essere discussa.

 

Se avete correzioni o suggerimenti da proporci, scrivete a comunicazione@cesv.org

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Chiara Castri
Chiara Castri

Giornalista pubblicista, lavora nell’area comunicazione e promozione del Cesv. Da sempre divisa tra "Pulp fiction" e "Cenerentola", ama l'imperfezione. Il suo impegno è educare i suoi bimbi all'amore per la vita e per le pagine di un buon libro

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