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ROMA. GRAZIE AI BAMBINI LA TRECCANI CAMBIA LA DEFINIZIONE DI “CARNICINO”
carnicino

ROMA. GRAZIE AI BAMBINI LA TRECCANI CAMBIA LA DEFINIZIONE DI “CARNICINO”

ROMA. GRAZIE AI BAMBINI LA TRECCANI CAMBIA LA DEFINIZIONE DI “CARNICINO”

Lo hanno chiesto in una lettera i cento bambini della scuola Di Donato coinvolti nel progetto "Di quale colore?", che vuole contrastare il razzismo con l'arte

Da oggi, se sul sito della Enciclopedia Treccani, si cerca il significato della parola “carnicino”, si trova questa definizione: “Del colore roseo di una delle possibili sfumature della carnagione”. Questa definizione, che faceva prima riferimento solo alla pelle di colore rosa, è stata modificata su richiesta degli oltre 100 bambini – 105 per la precisione – dai 5 agli 11 anni della scuola Di Donato – Istituto Comprensivo Daniele Manin di Roma, coinvolti nel progetto “Di quale colore?”.

La mostra

“Di quale colore?” è una mostra a cura di DaSca e delle Professoresse Daniela Scaccia Mariagrazia Orofino, ospitata nella Casa del Municipio Roma I Centro, in via Via Galilei 53, a Roma.
Ma “Di quale colore?” è soprattutto un percorso che ha coinvolto i bambini in una serie di laboratori di arte partecipata.
I bambini hanno partecipato a tre diversi incontri in cui, a partire dalla storia del Pianeta Cromo, hanno “giocato” con i colori, la composizione e la creazione di scale cromatiche per arrivare, nell’ultimo incontro, a realizzare ognuno il proprio autoritratto, ciascuno nella propria sfumatura di carnicino.
Gli autoritratti sono ora esposti nella mostra che porta il nome del progetto, aperta al pubblico fino al 24 Giugno .

carnicinoContrastiamo il razzismo con l’arte

Il laboratorio di arte partecipata, afferma la professoressa Daniela Scaccia, aveva l’obiettivo di «contrastare il razzismo attraverso l’arte, elaborando degli studi cromatici per gli autoritratti. Se ad un bambino chiedi di che colore sia il mare, ti risponderà blu. In realtà il mare, a seconda della profondità, assume delle sfumature di blu differenti. In questo modo, attraverso gli studi cromatici, abbiamo insegnato ai bambini che il colore della pelle deriva, in qualsiasi sfumatura, dai colori primari».
“Di quale colore?” si inserisce nel progetto più ampio “Scuola Attiva Intercultura”, che si propone  di incrementare e diversificare l’offerta di attività culturali e creative attraverso  progetti che valorizzino il ruolo delle scuole in quanto presidi sociali, culturali e istituzionali, ma anche di migliorare i servizi e le funzioni culturali del quartiere attraverso l’apertura e la fruizione dei presidi socio-culturali e scolastici.
Va, tra l’altro, in questa direzione anche l’apertura, nella Casa del Municipio Roma I Centro, della Casa del Volontariato Galilei del CSV Lazio. La capillarità di questi presidi, in un quartiere multietnico come quello dell’Esquilino, contribuisce a rinsaldare la cultura dell’integrazione, soprattutto se affiancati da progetti come “Di quale colore?”, che coinvolgono le giovani generazioni nel contrasto al razzismo.

Color carnicino

 «Durante i laboratori con i bambini», racconta Scaccia, «ci siamo accorti che i dizionari definivano il lemma carnicino “colore della pelle umana tendente al rosa”. Approfondendo, abbiamo scoperto che perfino la Treccani riportava la stessa dicitura. Insieme ai bambini abbiamo quindi scritto una lettera, spiegando che il carnicino è un colore solo, ma che assume molte sfumature, e chiedendo pertanto di cambiare la definizione del lemma». Questa dimenticanza, frutto di un retaggio culturale ormai desueto, è stata recepita positivamente dalla Treccani, che provvederà a modificarne il contenuto. Tra l’altro ha dedicato alla richiesta dei bambini una notizia di approfondimento e, sul proprio sito,  scrive: «La questione è molto interessante. Specialmente quando i bambini notano che, non riconoscendo la ricchezza delle varietà cromatiche che ci caratterizzano[,] ci ostiniamo a dividere gli uomini [e le donne, aggiungiamo noi] in due gruppi: bianchi e “di colore”» .
«Ai bambini, così facendo», ha sottolineato Scaccia, «abbiamo mandato un messaggio fondamentale: che se una cosa è sbagliata, anche in buonafede, non la si deve accettare passivamente».

Sul finire dell’intervista alla professoressa Scaccia, è entrata a visitare la mostra Olimpia, una dei 105 bambini che hanno preso parte al laboratorio di arte partecipata. Appreso dalla Prof. Scaccia che, in seguito alla loro lettera, la Treccani ha accettato di modificare la dicitura del lemma “carnicino” come da loro richiesto, Olimpia è esplosa in un sorriso ricco di felicità e di soddisfazione per il fatto che sia stato riconosciuto quanto chiesto proprio dai bambini, e cioè che il carnicino è un colore solo e nessun colore è più importante di un altro.

 

 

 

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Marco Dolfi

Nato a Roma il 14/05/1992. Laureato Magistrale in Scienze delle Amministrazioni e delle Politiche pubbliche. Redattore freelance. Appassionato di politica, sport e cultura

Un commento su “ROMA. GRAZIE AI BAMBINI LA TRECCANI CAMBIA LA DEFINIZIONE DI “CARNICINO”

  1. Iniziativa bellissima e importante! Dovrebbe avere grande eco e servire da stimolo per sempre più numerosi interventi per l’integrazione

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