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“AKKITTATE”, IL PROGETTO CHE HA “SCOPERTO” LA SOLIDARIETÀ ORIZZONTALE
"progetto akkittate"

“AKKITTATE”, IL PROGETTO CHE HA “SCOPERTO” LA SOLIDARIETÀ ORIZZONTALE

“AKKITTATE”, IL PROGETTO CHE HA “SCOPERTO” LA SOLIDARIETÀ ORIZZONTALE

Il video del progetto Akkittate sarà presentato all’International Society for Third Sector Research, insieme ad esperienze provenienti da tutto il mondo

L’inverno 2020/21 è stato, per coloro che vivono in condizioni di estrema precarietà, gravemente duro, poiché all’emergenza freddo si è sommata l’emergenza Covid, che ha avuto effetti nefasti in termini sanitari, sociali ed economici. Due condizioni che hanno innescato una tempesta perfetta abbattutasi sulle fasce più fragili della società. Durante lo scorso inverno, le richieste d’aiuto, da parte delle persone che a seguito della perdita del lavoro hanno trovato come unica alternativa la strada, sono raddoppiate. Al contempo l’amministrazione capitolina, fatti salvi alcuni casi isolati, non è riuscita a dare una risposta adeguata e tempestiva, lasciando numerose persone senza aiuto alcuno con conseguenze drammatiche (i morti per freddo dello scorso inverno, solo a Roma, sono stati 12). La crisi innescata dalla pandemia ha fatto però emergere anche il volto solidale della città: il terzo settore ha saputo farsi prontamente rete ed è stato in grado di fornire assistenza e accoglienza in maniera capillare ed efficiente.

Storie di creatività e resilienza

Tra quelli attivati durante l’emergenza, il progetto “Akkittate” – dal romano “agghindato”, “preparato” – si è distinto a tal punto che il Centro di Servizi del Volontariato del Lazio lo ha scelto come  modello di mutualismo da presentare alla Conferenza internazionale della Rete accademica dedicata al Terzo settore dell’Istr, International Society for Third Sector Research, che si terrà il 14 luglio (per iscriversi e partecipare, cliccate qui).

"progetto akkittate"
Volontari del “Progetto Akkittate” (fotogramma dal video di presentazione del progetto)

Il progetto (qui il sito) sarà mostrato, attraverso la presentazione di un video, insieme alle esperienze provenienti da Brasile, Nepal, Nigeria, Canada e Sudafrica, nella sessione dedicata alle storie di creatività e resilienza dei volontari e del terzo settore durante la prima fase critica della pandemia.

Prima della pandemia, Pianeta Sonoro era un Circolo Arci che svolgeva attività culturale attraverso la scuola di musica, di percussioni, di danze tradizionali e di arti, con all’attivo numerosi corsi che spaziavano dagli strumenti musicali classici a danze del mondo. Nel novembre del 2020, il Circolo di via Casilina 196, da scuola si trasforma in un centro di raccolta e distribuzione di beni di prima necessità lanciando il progetto “Akkitate”, un’iniziativa in rete con i circoli Arci, i comitati di quartiere, i movimenti associativi, per sostenere le persone in difficoltà economica e i senza fissa dimora.

Accoglienza e sostegno orizzontale

La peculiarità del progetto “Akkitate” sta nella modalità orizzontale di sostegno e di accoglienza che i volontari hanno attivato. «Da un lato – spiega Davide Conte, presidente del Circolo Arci Pianeta Sonoro – abbiamo fatto un lavoro di assistenza per chi vive in strada, ma dall’altro lato  – quello che ci premeva di più –  abbiamo creato un senso di comunità, con l’obiettivo di coinvolgere in maniera paritaria chi aiutava e chi veniva aiutato. Abbiamo instaurato una modalità di rapporto differente, rispetto ad altre istituzioni che si occupano di assistenza dei senza fissa dimora: noi conosciamo i loro nomi e loro conoscono i nostri; abbiamo aiutato diverse persone a trovare un lavoro, una casa, e molte di loro sono venute a loro volta con noi a fare i volontari. Siamo riusciti a risolvere tante situazioni attraverso una totale dinamica di mutuo aiuto e mutuo soccorso.»

Il progetto “Akkittate” è partito a novembre. «All’inizio è nato con un piccolo nucleo di persone – Continua Davide Conte –  il mese successivo eravamo 100 persone, il secondo mese siamo diventati 200 e il terzo eravamo 300. Le associazioni che ci davano una mano sono arrivate a essere 60, gli scarichi dei circoli che ci portavano le cose raccolte dai vari quartieri e dall’hinterland sono a dismisura. Tanto che i nostri 150 metri quadri non sono più sufficienti e abbiamo bisogno di un nuovo spazio, per portare avanti sia la Scuola, che “Akkitate”, iniziativa che continuerà nel tempo, visto che non abbiamo nessuna intenzione di chiudere i rapporti, che si sono venuti a creare in questo contesto. Il circolo – conclude Conte – vive di attività culturali, e dare cultura al territorio è fondamentale perché un territorio consapevole si autogoverna, si autogestisce in un certo modo e si prende cura della comunità che lo abita».

 

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Lucia Aversano

Giornalista free lance, si occupa di sociale da quando, a vent’anni, ha fatto il servizio civile.

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