“IO NON SONO VIOLENTO”: UN VIDEO CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE

Lo ha realizzato l'artista Emilia Persenico, per la giornata internazionale contro la violenza sulle donne: un coro di voci femminili e maschili contro la violenza.

di Lucia Aversano

Emilia Persenico è un’artista lombarda da anni impegnata a indagare il fenomeno della violenza sulle donne; e degli abusi, non solo sessuali, ma anche psicologici, che le bambine vivono all’interno delle famiglie. Nelle sue opere sono ricorrenti immagini di bambine senza testa oppure con parte del volto nascosta o trasfigurata. Spesso unico soggetto dell’opera, o inserite in contesti familiari di vita quotidiana, tali rappresentazioni denunciano il baratro fatto di solitudine nel quale precipitano le vittime.

“Bambina senza testa”. Scultura in gesso di Emilia Persenico del 2015

«Le bambine sono senza testa», chiarisce l’artista, «perché sono state solo un corpo: non hanno potuto scegliere o decidere, perché manovrate dagli adulti». La stessa artista scrive di sé: «la pittura è stato il mio canale di ribellione all’educazione conservatrice e coercitiva della mia famiglia di origine, e ho solo e sempre rappresentato immagini interiori; e l’oscurità dei boschi mi ha riparata, ma anche sostenuta nella ricerca di una mia identità espressiva e invece la rappresentazione del corpo ha colmato la mia esigenza di tenerezza e curiosità».

Emilia Persenico da alcuni anni collabora con la clinica Mangiagalli di Milano, dove è presente un pronto soccorso donna, in cui vengono prese in carico bambine, dai 0 anni in su, vittime di violenza all’interno dell’ambiente familiare.

«La famiglia è un contenitore che racchiude tutto, e quando chiudi la porta di casa non si sa quello che succede. Ho avuto la possibilità di incontrare personalmente alcune di queste donne, e ognuna mi ha detto le stesse cose: che non si potevano più fidare degli adulti e che si sentivano sporche; che non potevano parlare e che dovevano stare in silenzio». «Inoltre», aggiunge Persenico, «i dati parlano di un fenomeno trasversale a tutte le classi sociali e non, come erroneamente si può pensare, relegato alle fasce più disagiate della società». Per tale motivo la denuncia, anche per mezzo dell’arte, è un dovere che chiama in causa tutti.

Il video: un coro di voci contro la violenza

In occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne di quest’anno, l’artista ha realizzato un’opera video composto dall’alternanza di frasi pronunciate da donne e da uomini. «Ho preso delle fotografie di uomini e ho fatto dire loro “io non sono violento” in una successione in alternanza con le donne. Questa successione, fa sì che tutti questi 45 uomini dicano tale frase in modo così automatico, che alla fine vengono schiacciati in un angolo, passivi; in contrasto con le donne che invece dicono ognuna una frase personale, potente, che dichiara una propria forza e una propria direzione».

Il video sarà presentato durante la settimana dal 20 al 27 novembre in diverse realtà istituzionali e del terzo settore sparse in tutta Italia, tra cui, giusto per citarne alcune: Nosostras, Firenza; Acmos, Torino; Ala, Milano; Le Fate onlus, Verona; Casa delle Donne Roma; Cooperativa Sociale Equamente e numerosa altre.

Tra queste realtà è presente anche la Casa di Reclusione di Massa, (carcere maschile) dove l’artista avvierà un dibattito con i detenuti il 20 novembre.

 

 

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