LORETTA CAPONI, UNA PARTIGIANA DI GIUSTIZIA SOCIALE

Loretta Caponi è stata fondatrice del Centro San Gregorio e del Forum delle Comunità Straniere in Italia, per anni socia del CSV. Onoriamo il suo impegno incontrandoci il Primo maggio al Celio

di Ksenija Fonovic

Loretta! Te possino! Indomita e impegnata fino all’ultimo: per permettere al tuo corpo di morire hai scelto il giorno della Liberazione; per richiamarci al dovere di continuare a far vivere le tue battaglie il giorno e il luogo non potevano che essere questi: domenica Primo maggio dalle 10:30 a San Gregorio.

San Gregorio (Salita di San Gregorio al Celio 3) è un luogo di cuore di Roma sociale e multiculturale. Il Centro Educativo Interculturale del Forum delle Comunità Straniere in Italia ha significato casa, amicizia, conforto, consapevolezza, per l’intera prima generazione di persone migranti che insieme agli amici italiani aggregati da Loretta hanno plasmato una strada “romana” piuttosto originale del perseguire gli obiettivi dell’integrazione dei migranti, tutta ancora da comprendere, valorizzare e sostenere. Lo spiritus movens di questa comunità di visione e pratiche, che ha scelto l’italiano, e il romanaccio, per lingua madre, Loretta Caponi: fiera, critica, originale, femminista.

Lo testimonia Luči Žuvela: «Il suo valore nella mia vita è stato immenso. Credo sia stata lei il faro che mi ha fatto comprendere la mia vocazione al sociale». L’associazione Lipa che, come il Forum, intreccia nelle proprie iniziative poli apparentemente contradditor della valorizzazione delle culture di origine e del rifiuto radicale di demarcazione per nazionalità, aveva scelto il giardino del San Gregorio per mettere a dimora l’ulivo in memoria di Predrag Matvejević. Ci siamo riuniti lì attorno a Loretta all’arrivo dell’estate tra le due quarantene e abbiamo brindato con affetto ad Armando ed altri compagni che le associazioni per i diritti dei migranti hanno perso. Loretta quel giorno era esattamente com’era quando l’abbiamo conosciuta, quasi trent’anni fa. Trent’anni che hanno fatto la storia di Roma, trasformata di colpo in una città moderna e multietnica, trent’anni che segnano la parabola completa del movimento del volontariato sociale italiano.

loretta caponi
Loretta Caponi è stata fondatrice del Centro Ricreativo San Gregorio, poi Centro Educativo Interculturale San Gregorio e del Forum delle Comunità Straniere in Italia, per anni socia del CSV

Una ribelle magnificamente libera

Aveva sempre la critica pronta Loretta e non ci pensava due volte prima di esprimerla pubblicamente. «Una tosta», dice Renzo Razzano, Vicepresidente vicario CSV Lazio, che, insieme a Giulio Russo, Presidente onorario, ha collaborato con il Forum delle Comunità Straniere fin dagli inizi del lavoro di rete sui temi dell’immigrazione dei Centri di Servizio per il Volontariato.

E prima ancora del Centro di San Gregorio e della florida stagione del lavoro sull’intercultura in Italia, la biblioteca del Forum in Via di Santa Croce era, per i tanti apolidi affamati di incrociare uno sguardo che li vedesse esseri pensanti, pulsanti, compositi – e non albanesi, senegalesi, bangladesi –, uno dei pochi vascelli in cui potevano sentirsi capitane e capitani del proprio percorso e discutere a viso aperto, con tutti e chiunque. Loretta Caponi era considerata una ribelle, perché magnificamente libera. Trattava tutti come suoi pari e in questo riconosciamo il suo grande lascito intellettuale e umano. Era capace di denunciare le storture e le prepotenze senza mai perdere la determinazione a costruire, educare, coinvolgere. Dichiarava nel 1992, in seguito all’aggressione a un ragazzo nero a Colle Oppio: «Siamo convinti che è possibile superare queste ondate di violenza su un piano di confronto democratico. La situazione è comunque pericolosa, si assiste a reazioni contraddittorie, da una parte la condanna di questi gruppi “isolati”, dall’altra però non si dimostra maggior tolleranza nei confronti di chi vuole solo integrarsi nella nostra società».

La sua grossa roca risata ha accolto il mondo in noi. Condividere le nostre lotte e speranze il Primo maggio ci aiuterà a dare un senso allo sgomento davanti alla finitezza umana che credo assale tutti noi attiviste e attivisti del sociale in questo periodo difficile. Vi invitiamo a condividere qui i vostri pensieri e ritrovarci domenica a San Gregorio.

LORETTA CAPONI, UNA PARTIGIANA DI GIUSTIZIA SOCIALE

LORETTA CAPONI, UNA PARTIGIANA DI GIUSTIZIA SOCIALE