MISSIONE PARITÀ. L’UGUAGLIANZA DI GENERE SPIEGATA AI PIÙ PICCOLI

Un libro per bambini, una narrazione accattivante per raccontare la cittadinanza consapevole e aiutarli ad essere liberi. Un viaggio nel tempo per uscire dalle "scatole di genere" in cui i genitori, la società li rinchiudono

di Ilaria Dioguardi

Sofia e Leone, amici per la pelle, hanno in comune la passione per il calcio, sono i protagonisti di Missione parità di Maria Scoglio e Cristina Sivieri Tagliabue (Garzanti Editore). “Un libro necessario, che con la potenza della fantasia accompagna bambine e bambini nella comprensione della parità di genere. E contribuisce a costruire il seme di una cittadinanza attiva, in cui femmine e maschi facciano la loro parte nel grande gioco delle opportunità professionali e personali che la vita darà loro”, ha scritto del libro Emma Bonino.

Dopo “Missione democrazia”

«Il libro fa parte di un’idea narrativa che abbiamo avuto io e Cristina un po’ di tempo fa, durante il lockdown: raccontare la cittadinanza consapevole attraverso opere di pura fantasia», dice Maria Scoglio, una delle autrici del libro, sceneggiatrice e autrice tv, collaboratrice della Fondazione Telethon. «A partire dai nostri figli, che sono i nostri primi interlocutori domestici, abbiamo cercato di spiegare i valori dello stare insieme nella nostra società raccontando le radici di quello che crediamo sia giusto nella convivenza e nell’essere cittadine e cittadini. Il libro è rivolto a bambine e bambini dagli 8 ai 12 anni, abbiamo pensato ad uno strumento che fosse narrativamente (speriamo) accattivante. Abbiamo scelto due personaggi in cui si potessero riconoscere (Sofia e Leone) e un libro magico che permettesse di viaggiare nel tempo. Questi strumenti coprono e rivestono in maniera appassionante una narrazione che va nel profondo dell’essere cittadino, parte della comunità. Abbiamo preso alcuni temi e abbiamo iniziato con la democrazia, speriamo di proseguire con altri argomenti come l’ambiente, la cittadinanza digitale e la legalità». Insieme all’illustratrice, è stato realizzato anche un concetto visivo di personaggi che incarnano in modo complementare dei valori: una bambina molto sportiva e ribelle (lo si capisce dai capelli), un bambino un po’ più riflessivo, con gli occhiali, che è il portiere della squadra di calcio, un po’ pigro ma quando serve si lancia in uno scatto.

Medica, sindaca, avvocata, ingegnera

Maria Scoglio © Francesca Martino

Anche declinare le professioni al femminile fa parte del percorso verso la parità. C’è una mamma che fa la medica, i bambini scopriranno che non tutto ciò che sembra suonare male sia un errore grammaticale. «Invece anche la Treccani di recente ha rinnovato il suo vocabolario in questo senso. I bambini saranno portati a ragionare sul fatto che alcune professioni tradizionalmente le ha fatte l’uomo, quindi si portano con sé un nome che tu credi sia solo al maschile, ma c’è una ragione, non un errore. Oggi molte donne possono rivendicare di essere sindaca, avvocata, medica, ingegnera perché la lingua segue un cambio tanto auspicato dalla società», continua Scoglio.
«Missione parità vuole far ragionare i bambini sulla possibilità di essere libere e liberi, al di là delle “scatole” in cui li mettiamo noi genitori. Se il bambino vuole vestirsi, a Carnevale, con la maschera della protagonista di una serie televisiva e il papà gli dice che non si può vestire da femmina nemmeno a Carnevale, dobbiamo ragionare sul perché noi adulti abbiamo queste reazioni», continua l’autrice. «Perché se una bambina si veste da Leonardo da Vinci va bene e se il bambino desidera vestirsi da un personaggio femminile spesso non va bene. Cosa c’è dietro? Che retaggio culturale c’è? Bisogna far capire ai bambini che loro sono liberi di indossare il colore che vogliono, sognare la professione che desiderano, giocare ai giochi che vogliono, che non ci sono cose precostituite. È banale, ma questo è il primo passo. Dopodiché è fondamentale avere ruoli femminili importanti, non spingiamo tutte le bambine a essere Rita Levi Montalcini e a vincere il Nobel, ma nel libro raccontiamo anche la storia fatta dalle donne, quindi il museo è giusto che racconti le donne che hanno fatto l’Italia, ci teniamo ad avere dei role model femminili». I due protagonisti hanno obiettivi diversi. Leone sceglie per il suo fumetto una protagonista femminile, scardiniamo piano piano, con questa scelta, dei modi di fare che sono retaggi, ragionando sul fatto che anche una donna può avere i super poteri, e i maschietti leggeranno lo stesso il fumetto.

“Queste sono cose da femmine”

missione parità
Cristina Tagliabue © Frank Parrish

In Missione parità, la parità di genere viene raggiunta nel 2042: obiettivo ambizioso o realistico? «La prima cosa da fare è scoperchiare un velo di maschilismo culturale, travestito da tradizione. È importante che i libri di testo non portino avanti gli stereotipi di genere. La scuola è molto attenta. Spesso sono i bambini che insegnano a casa: sentono una cosa a scuola e la riportano ai genitori. In fondo anche nel nostro libro succede così: i bambini fanno delle scoperte tra di loro e sono agenti del cambiamento in casa. Tommaso scopre la voglia di tornare a lavorare della madre, capisce che c’è bisogno di lei e fa il cambiamento. Questo sembra retorica e fiction, ma in realtà succede così. Loro sono avanti e sono in grado di influenzare gli adulti. Questo non ce lo dobbiamo far scappare. La scuola ha il dovere di trasferire ai ragazzi questi messaggi, che loro fanno propri e che a loro volta portano alle loro famiglie».
Nel libro si racconta di un bambino, di nome Tommaso, che quando era più piccolo e andava all’asilo amava pulire la casa con lo straccio. Ma un giorno il papà, al suo ritorno in casa, gli disse “Queste sono cose da femmine”. Passò del tempo e il piccolo andò alle elementari e si dimenticò di quel pomeriggio. Tranne di una cosa: i maschi non si occupano della casa. «Quando questi bambini saranno a loro volta papà, non reputeranno loro compito cambiare il pannolino quando hanno figli piccoli e così avanti con il resto, quando cresceranno togliendosi un’opportunità: quando parli con padri che fanno la loro parte, a seconda delle proprie possibilità in base agli impegni lavorativi, lo ritengono un privilegio, fa parte della cura che danno alle persone che hanno messo al mondo. Bisogna aprire gli orizzonti ai maschi ad attività che sono gratificanti e aprire l’orizzonte alle ragazze rispetto alla partecipazione nel mondo da protagoniste».

L’orgoglio delle madri lavoratrici

Tanti i temi toccati nel libro: dal “tetto di cristallo” alla rinuncia al lavoro e alla carriera per la famiglia, dal bullismo alla difficile parità nei ruoli di potere decisionale. Il mese scorso, al Festival Pordenonelegge dove è stato presentato Missione parità, sono venuti fuori molti spunti interessanti dai bambini. «Ho l’impressione che testi di questo tipo oggettivizzino delle loro sensazioni che ci sia qualcosa di forzato nell’essere bambino e nell’essere bambina, queste forzature sono dovute a come glielo raccontiamo noi adulti. Libri del genere aiutano una riflessione su cose di cui loro già si accorgono, anche nei giochi: perché il Lego è da maschio e la bambola è da femmina? Anche loro, in fondo, si accorgono che in questo c’è qualcosa che non va ed aiutarli a ragionare sul fatto che può anche non essere così: una bambina può anche divertirsi a giocare con un microscopio, mentre nei negozi è nel reparto dedicato ai maschi e questa è una grandissima ingiustizia. I bambini e le bambine lo sanno che la scienza non è né maschile né femminile, anzi queste cose rischiano di “impedire” alle bambine di scoprire una passione per la scienza che chissà cosa può diventare domani», racconta Maria Scoglio. Una parte importante del libro è quella dedicata alla mamma di Tommaso, che ha smesso di lavorare per dedicarsi alla famiglia e che, spronata dal marito e dai figli, ritorna alla professione di ricercatrice. «Per tutte noi madri è difficile non avere sensi di colpa nei confronti dei figli, quando siamo al lavoro. Credo che, se questo libro viene letto a casa, può cementare una discussione sul lavoro della madre e un orgoglio familiare che da mamma è stupendo ricevere e che è bello che i figli provino. La madre ha bisogno di questo, tanto più che vive sempre coi sensi di colpa; è importante i figli capiscono cosa c’è dietro al lavoro delle madri, che oltre ad un’esigenza economica c’è il fatto di essere indipendenti e di portare nella società le proprie competenze. Questo libro vuole essere anche uno strumento per le mamme di parlare con i propri figli della loro passione lavorativa, del loro aspetto come lavoratrici e non come mamme». Le autrici di Missione Parità hanno in programma molti incontri nelle scuole per parlare del libro, adatto a bambini dalla terza elementare in poi. Se Dirigenti scolastici e insegnanti sono interessati ad organizzare un evento nella propria scuola, possono scrivere all’indirizzo mail giulia.marzetti@garzanti.it

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missione paritàMissione parità

Maria Scoglio e Cristina Sivieri Tagliabue

Garzanti Editore

  1. 208, € 14,00

MISSIONE PARITÀ. L’UGUAGLIANZA DI GENERE SPIEGATA AI PIÙ PICCOLI

MISSIONE PARITÀ. L’UGUAGLIANZA DI GENERE SPIEGATA AI PIÙ PICCOLI