CLAUDIO GRAZIANO. PER UN CSV PIU’ RETE E PIU’ FAMIGLIA

Candidato al nuovo Direttivo CSV Lazio, per Claudio Graziano, nella società della digitalizzazione, delle povertà, delle disuguaglianze, della guerra, il CSV Lazio deve far valere la sua rete e le sue energie

di Laura Badaracchi

Le esperienze a fianco dei migranti e a difesa dei loro diritti, ma non solo: la vita di Claudio Graziano, 65 romano presidente di Arci Lazio, è costellata dall’impegno per gli ultimi e gli esclusi, coloro che vengono emarginati e discriminati. Dal 1993 al 2002, per esempio, è stato coordinatore di progetti di scolarizzazione per minori svolti nei campi Rom per Arci Comitato di Roma, Arci Solidarietà Lazio e Comunità di Capodarco di Roma, mentre dal 2003 ad oggi è responsabile dello sportello legale e di orientamento per migranti e rifugiati gestito da Arci Comitato di Roma, di cui è anche responsabile delle politiche sociali. Inoltre per Arci Comitato di Roma segue come responsabile il progetto Sprar/Siproimi del Comune di Monterotondo (dal 2009) e del Comune capitolino (dal 2014); nel triennio 2016-2019 aveva seguito quello del Comune di Colleferro.

«Una lunga esperienza nell’associazione antirazzista SenzaConfine, fondata negli anni Novanta da Eugenio Melandri e Dino Frisullo, mi ha portato a occuparmi delle storie dei cittadini stranieri a Roma. In quegli anni ho collaborato con loro e con don Luigi Di Liegro, fondatore della Caritas romana. Voglio citare anche don Buno Nicolini, fondatore dell’Opera Nomani e del Centro Studi Zingari, e Manuela Mezzelani, dirigente della Cgil romana: tutte persone che non ci sono più e a cui devo tantissimo per lo sguardo su rom e migranti», ricorda Graziano, che ancora prima era legato al movimento pacifista, «in particolare per quanto riguarda le metodologie non violente e di composizione del conflitto», e ha sempre lavorato nel terzo settore, anche a difesa della salvaguardia ambientale.

Continuano gli approfondimenti in vista del rinnovo delle cariche del CSV Lazio. In una prima fase, a partire dai presidenti dell’unificazione e attraverso i pareri e le opinioni dei principali stakeholder del CSV, abbiamo voluto dare il quadro di cosa sia oggi il CSV Lazio e quali siano i principali assi strategici della sua azione, le prospettive future, i punti di forza e le criticità. Con Claudio Graziano prosegue la serie di contributi dedicata ai candidati al nuovo Direttivo CSV Lazio.

Claudio Graziano
Claudio Graziano con i volontari Arci

Cosa le ha insegnato, qualche decennio fa, l’esperienza con i migranti?

«Mi è servita a capire cosa c’era dietro ad alcuni fenomeni: occuparsi di migranti ti aiuta a comprendere che c’è una chiave di lettura del mondo. Occuparsi di migranti non significa occuparsi di una categoria ma di persone, una per una, ognuna con un percorso particolare. La presa in carico dell’intero percorso migratorio mi ha consentito di aprire una finestra sul mondo per decodificare meglio quello che ci stava succedendo sia dal punto di vista dei percorsi soggettivi sia oggettivi. Le vicende di razzismo e intolleranza contro le minoranze – e i rom sono l’ultimo anello di questo mondo intollerante che spesso ci caratterizza – vanno battute, altrimenti tutto il resto diventa sterile, comprese le politiche d’inclusione».

In questo contesto quale ruolo può svolgere il volontariato?

«È la parte migliore, è il modo in cui uno vorrebbe la società, fatta di persone disinteressate che si occupano degli altri. Tutto quello che facciamo come volontari deve sempre mettere in discussione con radicalità lo status quo, per immaginare e sognare un mondo diverso. Se non hai un’idea di cambiamento della società, anche il volontariato serve a poco».

Perché ha deciso di candidarsi?

«Vorrei dare a questa esperienza del CSV Lazio tutte le energie che ho ancora grazie al percorso che mi ha portato a occuparmi degli ultimi. L’Arci è animata da ottimi valori e dalla capacità di rispondere ai bisogni della società. C’è bisogno di rafforzare il CSV, di renderlo più rete e più famiglia, aumentando la capacità di essere strumento gli uni degli altri. Occorre essere rete per entrare in contatto con ciascuna sede e con l’insieme, aumentando anche la capacità di comunicazione. È urgente dare al CSV Lazio una voce ancora più autorevole sulla discussione della Riforma del terzo settore, che valorizza più l’aspetto aziendale rispetto a all’impegno personale».

Quale esperienza ha avuto del Centro di Servizio del Lazio negli ultimi anni?

«L’associazione SenzaConfine era una struttura legata al Cesv. Insieme al Cesv ho organizzato per anni un premio di laurea per studenti che si occupavano di immigrazione intitolato a Dino Frisullo. Ho conosciuto anche la realtà interna di Spes e del servizio civile. Da ormai 40 anni mi occupo di progetti».

Claudio Graziano
Claudio Graziano con Mimmo Lucano

Che opinione ha del CSV Lazio, in quanto utente dei servizi e in quanto osservatore/partecipante agli orientamenti politici/organizzativi?

«Mi sono fatto quest’idea: credo che il CSV abbia una straordinaria potenzialità, perché non è una serie di imprese sociali. Ha una profondità negli approcci che non hanno altre strutture. Tuttavia ha qualche difficoltà a essere rete, dovrebbe avere una maggiore identità collettiva, deve essere il CSV di tutti. Quindi potrebbe essere ancora di più rete territoriale».

Quali questioni ritiene prioritarie per il CSV nei prossimi anni?

«Il CSV Lazio è chiamato a essere sempre di più se stesso, quindi a implementare la sua capacità di rafforzarsi ovviamente in relazione anche ai cambiamenti intervenuti nel periodo della pandemia ma anche rispetto alle novità. Siamo strutture un po’ antiche, ma con un’ottima tradizione storica e una originalità nel panorama europeo. Nella società della digitalizzazione, delle povertà culturali, economiche e alimentari, del mercato della casa non accessibile, delle disuguaglianze che aumentano, della guerra e delle crisi che si sta portando dietro, una delle responsabilità che ha il CSV è interrogarsi su questa situazione complessiva, facendo valere la sua rete e le sue energie».

 

Rimandiamo alle interviste a: Paola Capoleva e Renzo RazzanoChiara TommasiniLorena MicheliRoberto GiustiRiccardo Varone.

Le interviste agli altri candidati: Carla MessanoCarlo Quattrocchi , Andreina CiogliDanilo ChiricoVincenzo CarliniMaurizio VanniniRoberto RosatiSandro LibianchiRaffaele CastaldoSergio CervoGiulio RussoTiziana LatiniAntonio Felice FargnoliMaria Cristina BrugnanoCristina De Luca, Paola Capoleva.

CLAUDIO GRAZIANO. PER UN CSV PIU’ RETE E PIU’ FAMIGLIA

CLAUDIO GRAZIANO. PER UN CSV PIU’ RETE E PIU’ FAMIGLIA