Tra informazione e distrazione, davvero un’intera generazione è impazzita all’improvviso?
“Chi è il ragazzino di 11 anni fermato a Milano?”, “Allarme nelle vie dello shopping”, “Serve repressione”, “Alta tensione per il weekend”, “Arrivano i militari”, “Stretta sui ragazzi”, “Chi rompe paga” (e i cocci sono i suoi) “Roma come Milano”. «La vita reale la costruiamo noi ogni giorno. Dobbiamo trasformare depressione, senso di solitudine, paura e rabbia accumulati in mobilitazione concreta. Ciascuna esperienza individuale è preziosa, ma da sola rischia di consumarsi: deve farsi voce comune». Un giro tra i ragazzi in tenda, nella Città universitaria della Sapienza
